Parte ufficialmente oggi, in commissione Bilancio al Senato, il percorso parlamentare della manovra 2026.
Ad aprire la fase di confronto, una serie di audizioni fitte che coinvolgeranno nei prossimi giorni decine di soggetti economici, sociali e istituzionali, chiamati a esprimere valutazioni e proposte sul testo varato dal governo.
Solo nella giornata di domani, saranno oltre 50 gli interventi previsti, un vero e proprio maratona di consultazioni che partirà con l’Anpit (Associazione nazionale per l’industria e il terziario) e si chiuderà con l’Abi, l’associazione delle banche italiane.
Saranno ascoltati esperti, rappresentanti del mondo imprenditoriale, sindacale, del terzo settore e della società civile, con un obiettivo preciso: raccogliere elementi tecnici e politici per valutare l’impatto delle misure economiche proposte dal governo.
Un banco di prova politico e sociale
La fase delle audizioni si preannuncia centrale per la costruzione del consenso intorno alla manovra, che tocca temi sensibili come fisco, lavoro, sanità e investimenti pubblici.
Fra gli enti e le organizzazioni attesi figurano realtà come lo Svimez (per le politiche del Mezzogiorno), la Fondazione Gimbe (per la sanità), e Save the Children, che interverrà sui temi del welfare e della povertà minorile.
In un quadro macroeconomico ancora incerto, il Parlamento si trova così a gestire un equilibrio delicato tra rigore di bilancio e sostegno alla crescita, con margini di manovra limitati dalle regole europee e dall’aumento del costo del debito.
Conclusione giovedì con Giorgetti
Il ciclo di audizioni si concluderà giovedì, con l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che tirerà le fila del confronto e chiarirà la posizione del governo sulle principali richieste emerse.
Sarà un momento chiave per capire quali modifiche potranno essere accolte e quale sarà la linea dell’esecutivo su temi come la riforma fiscale, il sostegno alle famiglie, la spesa sanitaria e gli investimenti infrastrutturali.
La discussione sulla manovra entra dunque nel vivo, in un passaggio che – più che tecnico – appare profondamente politico, destinato a misurare la tenuta della maggioranza e la qualità del dialogo istituzionale con il Paese reale.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter e LinkedIn











