Un incontro improntato a franchezza, pragmatismo e visione comune quello tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che oggi si è svolto alla Casa Bianca con l’intento di “rendere l’Occidente più forte”, richiamando lo spirito del celebre “Make America Great Again”. In un momento delicato sul piano internazionale e commerciale, l’Italia si propone come ponte tra le due sponde dell’Atlantico, assumendo un ruolo da protagonista nel dialogo tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

Al centro del colloquio, la questione dazi, sullo sfondo di una tregua di 90 giorni tra Washington e Bruxelles. Meloni si presenta al 1600 di Pennsylvania Avenue con l’obiettivo di evitare un’escalation commerciale e convincere Trump ad avviare un nuovo tavolo negoziale con l’Europa. Sebbene la premier non menzioni la politica del “dazi zero” già più volte evocata, riesce a ottenere un segnale di apertura, con Trump che si dichiara disponibile a visitare l’Italia e a incontrare i vertici europei, iniziativa concordata con Ursula von der Leyen.

Il clima è caloroso. Trump definisce Meloni una “great person” e una “vera leader del mondo”, sottolineando l’amicizia che li lega e lodando il lavoro del governo italiano. Meloni ricambia parlando delle “battaglie comuni”, dalla lotta contro l’ideologia woke alla linea dura sull’immigrazione illegale, sottolineando quanto i due paesi condividano valori e obiettivi nell’agenda conservatrice. Non manca un riferimento storico e simbolico, con Meloni che ricorda l’anniversario dell’accordo per il viaggio di Cristoforo Colombo, avvenuto proprio il 17 aprile, a testimonianza dei legami storici tra Roma e Washington.

Sul fronte della difesa, Trump insiste sulla necessità di maggiori investimenti da parte dei partner NATO. Meloni conferma l’impegno dell’Italia a raggiungere il 2% del PIL in spese militari, obiettivo che sarà formalizzato al prossimo vertice dell’Alleanza Atlantica. Tuttavia, il presidente americano rimane critico: “Non è mai abbastanza”, commenta in modo secco.

Tra gli altri temi toccati, l’aumento delle importazioni italiane di gas naturale liquefatto dagli USA, investimenti da 10 miliardi di euro da parte di imprese italiane negli Stati Uniti e la cooperazione nello spazio, con l’annuncio di future missioni su Marte. Non si è discusso, invece, del sistema satellitare Starlink di Elon Musk, assente dall’agenda.

Infine, sul dossier ucraino, Meloni ha riaffermato l’impegno per “una pace duratura” e ha chiarito che “l’aggressore ha un nome: Vladimir Putin”. Una posizione netta che si discosta da quella di Trump, il quale continua ad attribuire responsabilità del conflitto anche a Volodymyr Zelensky e Joe Biden.

L’incontro, segnato da toni cordiali ma sostanza concreta, sancisce il rafforzamento della collaborazione tra Italia e Stati Uniti. Meloni si conferma interlocutrice centrale nel contesto internazionale, capace di mantenere il dialogo sia con l’Europa sia con l’America di Trump, nella prospettiva di un Occidente più coeso e strategicamente forte.


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