La mattinata segna un nuovo aumento dei prezzi dei carburanti in Italia, confermando un trend che nelle ultime settimane sta incidendo in modo significativo sui costi di mobilità di famiglie e imprese. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio in modalità self sulla rete stradale nazionale sale a 1,884 euro al litro per la benzina, rispetto agli 1,879 euro di ieri, mentre il gasolio raggiunge 1,996 euro al litro, in aumento rispetto agli 1,989 euro della rilevazione precedente.
La situazione è ancora più marcata sulla rete autostradale, dove la benzina in modalità self arriva a 1,973 euro al litro (ieri 1,969), mentre il gasolio supera nuovamente la soglia psicologica dei due euro, attestandosi a 2,070 euro al litro, contro i 2,065 euro di ieri. Un livello che riflette la pressione crescente sui listini in un periodo di forte mobilità estiva.
Parallelamente, continua la corsa del petrolio, che contribuisce a consolidare la dinamica rialzista. Il Wti con consegna ad agosto supera gli 80 dollari al barile, registrando un incremento del 2,85%, mentre il Brent con consegna a settembre sale a 85,75 dollari, con una crescita del 2,94%. L’aumento delle quotazioni internazionali, alimentato da tensioni geopolitiche e da una domanda globale più robusta del previsto, si riflette direttamente sui prezzi alla pompa.
Il combinarsi di questi fattori – rialzo del greggio, aumento dei listini e intensificazione dei flussi turistici – rischia di rendere più onerosi gli spostamenti estivi, con effetti immediati sui bilanci delle famiglie e sulle attività produttive che dipendono dalla logistica su gomma. La dinamica dei prezzi, monitorata quotidianamente dal Mimit, conferma dunque una fase di volatilità che potrebbe proseguire nelle prossime settimane.
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