Meta

La Commissione Europea ha puntato il dito contro Meta, la società madre di Facebook e Instagram, per la sua recente introduzione del modello ‘paga o acconsenti’ nell’Unione Europea. Questa opzione, che costringe gli utenti a scegliere tra un abbonamento a pagamento per evitare la pubblicità personalizzata e l’accesso gratuito ai social network con annunci personalizzati, è stata preliminarmente giudicata non conforme al Digital Markets Act (DMA).

Secondo la Commissione, le grandi piattaforme digitali, definite ‘gatekeeper’, grazie alla loro posizione dominante nei mercati digitali, hanno imposto termini di servizio che permettono loro di raccogliere enormi quantità di dati personali dagli utenti. Questo crea un vantaggio competitivo significativo rispetto ai concorrenti, rendendo difficile la fornitura di servizi pubblicitari online e di social network da parte di aziende più piccole. Per contrastare questo squilibrio, le norme dell’UE richiedono che i gatekeeper chiedano il consenso degli utenti per combinare i loro dati personali tra i vari servizi offerti e, in caso di rifiuto, forniscano un’alternativa meno invasiva ma equivalente.

Margrethe Vestager, responsabile della concorrenza della Commissione Europea, ha sottolineato l’importanza di consentire ai cittadini di avere il controllo sui propri dati e di poter scegliere un’esperienza pubblicitaria meno personalizzata. La regolamentazione mira a garantire che gli utenti possano esercitare il loro diritto di acconsentire liberamente alla combinazione dei propri dati personali senza subire restrizioni nell’accesso ai servizi.

La proposta di Meta non soddisfa questi requisiti, in quanto non offre un’opzione equivalente che utilizzi meno dati personali per la personalizzazione della pubblicità. Bruxelles ribadisce che, per rispettare il DMA, le aziende devono permettere agli utenti di scegliere un servizio che non implichi necessariamente il consenso alla combinazione dei propri dati personali, senza comprometterne l’accesso o la funzionalità.

Thierry Breton, responsabile di mercato interno e industria, ha dichiarato che l’obiettivo è restituire agli utenti il potere di decidere come utilizzare i propri dati e garantire condizioni di concorrenza eque. Questo significa che le aziende innovative devono poter competere con i giganti della tecnologia, come Meta, senza essere svantaggiate dall’accesso limitato ai dati.

In risposta a queste considerazioni preliminari, Meta dovrà rivedere il proprio modello pubblicitario per allinearsi alle norme europee, garantendo che gli utenti possano scegliere un’opzione meno invasiva per i dati personali. Il futuro del modello ‘paga o acconsenti’ dipenderà dalla capacità dell’azienda di adeguarsi alle stringenti regole imposte dalla Commissione, che mira a proteggere i diritti dei consumatori e promuovere una concorrenza leale nel mercato digitale.

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