Negli ultimi anni il Mezzogiorno ha registrato ritmi di sviluppo superiori al resto del Paese, evidenziando una dinamica di recupero strutturale sia sul fronte del Prodotto Interno Lordo sia su quello dell’occupazione. La fotografia emerge dalla presentazione del Rapporto “Le leve per la crescita”, realizzato su impulso dell’ANCI e curato da Roberto Garofoli, già magistrato e Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Draghi, illustrato all’interno della Sala della Regina di Montecitorio.
L’analisi mette in luce come il Sud stia progressivamente superando l’immagine di area geografica assistita, favorendo la formazione e il consolidamento di veri e propri distretti industriali ad alta intensità tecnologica e a valore aggiunto. Tra le determinanti principali di questo cambio di passo viene indicata la riforma della ZES Unica (Zona Economica Speciale), promossa a livello comunitario e nazionale, la cui forza propulsiva si è basata sulla drastica semplificazione dei processi autorizzativi e sull’attrazione di investimenti nei poli produttivi strategici del territorio meridionale.
Nonostante i risultati positivi, la relazione di Garofoli richiama l’esigenza di una governance più mirata per il futuro delle politiche di coesione. Per evitare la dispersione delle risorse e garantire una reale competitività nel lungo periodo, lo strumento della ZES Unica dovrà evolvere verso criteri d’accesso maggiormente selettivi e strategici. L’obiettivo prioritario deve essere l’inserimento del Mezzogiorno all’interno di un disegno unitario di politica industriale nazionale, orientato al rafforzamento della ricerca, delle filiere avanzate e della transizione tecnologica delle imprese del Sud.











