Napoli affronta una svolta decisiva per definire il proprio futuro. La città ha attraversato molte stagioni in cui ha passivamente atteso che altri decidessero per lei, ma oggi è arrivato il momento in cui deve tornare a essere protagonista del proprio presente e del proprio futuro, con i suoi giovani. In questo scenario, il mondo d’impresa sollecita un dialogo diretto e costruttivo con il settore pubblico. Nel corso dell’Assemblea pubblica dell’Unione Industriali di Napoli, il presidente Vittorio Genna ha manifestato il pieno orientamento degli imprenditori a offrire il loro contributo, accogliendo favorevolmente l’intenzione dell’amministrazione pubblica di aprirsi al confronto istituzionale, pur nella consapevolezza delle concrete occasioni perdute in passato.
La tesi centrale proposta al dibattito è che la capacità di attrarre investimenti si ottenga rendendo i territori più vivibili, e che questo obiettivo richieda un confronto costante con chi vive e guida l’impresa ogni giorno. Senza questo dialogo, qualsiasi strategia rischia di rimanere soltanto un insieme di lodevoli intenzioni. Napoli deve trasformarsi in un luogo dove non soltanto si produce, ma dove si decide realmente il percorso di crescita. A tale scopo, appare indispensabile una pianificazione metropolitana in grado di armonizzare le politiche di un territorio sviluppatosi per decenni all’insegna del disordine urbanistico.
Tra i principali ostacoli alla crescita figurano la criminalità e la fragilità amministrativa. La presenza sul territorio provinciale di amministrazioni sciolte per collusioni con la criminalità organizzata rappresenta un fattore fortemente disincentivante, in grado di bloccare le scelte dei grandi investitori internazionali. Gli industriali sollecitano perciò un confronto coordinato con tutte le Istituzioni per definire una visione chiara e concreta. Questo piano di rilancio deve fondarsi su progetti mirati a rendere la città attrattiva, arginare la fuga dei cervelli e invertire la tendenza attraendo profili professionali qualificati.
Il settore privato rivendica un ruolo attivo anche nella riqualificazione territoriale, ricordando le proposte già avanzate per l’area orientale e vesuviana, che restano in attesa di risposta, e sollecitando una rivalutazione del futuro dell’area flegrea basata su criteri di sostenibilità ed effettiva praticabilità economica e sociale.
Un nodo cruciale riguarda il sistema infrastrutturale e la gestione delle aree industriali. Lo sviluppo sostenibile del territorio richiede il potenziamento dei grandi nodi di trasporto, dal sistema portuale e aeroportuale alla logistica intermodale, insieme all’adeguamento delle infrastrutture nelle zone Asi. In molte di queste aree mancano ancora servizi primari come illuminazione, rete idrica e digitalizzazione, mentre le difficoltà nella viabilità d’accesso continuano a scoraggiare i nuovi insediamenti produttivi.
A chiusura delle sue riflessioni, Genna si è rivolto direttamente al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, chiedendo alle Istituzioni un livello di coraggio pari a quello dimostrato dagli imprenditori pronti a investire, rischiare e fare ricerca. La richiesta della classe imprenditoriale non punta a protezioni o privilegi, ma a pari condizioni di competitività, ricordando che far crescere Napoli e il Mezzogiorno non significa favorire una singola area geografica, bensì liberare il potenziale inespresso dell’intera nazione.
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