Un nuovo fronte di scontro rischia di travolgere le relazioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico. Durante un intervento tenutosi in North Carolina, Donald Trump ha definito ridicola l’ipotesi di uno status di membro associato per il Canada nell’Unione Europea, avvertendo che un simile passaggio verrebbe interpretato come un vero e proprio atto ostile. Nel caso in cui questo progetto dovesse proseguire, il presidente americano ha minacciato di imporre dazi molto duri ed eventualmente interrompere il commercio con l’Europa su un’ampia selezione di beni.
La dura presa di posizione della Casa Bianca arriva in risposta all’iniziativa lanciata dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso sullo Stato dell’Unione tenutosi al Parlamento europeo a Strasburgo. Alla presenza del Primo Ministro canadese Mark Carney, la leader europea ha prospettato una partnership strategica rafforzata con Ottawa. Poiché i trattati comunitari attuali non contemplano la figura giuridica di membro associato, una simile architettura andrebbe definita ex novo per strutturare una cooperazione più stretta su commercio, difesa, tecnologia, energia, minerali critici e Artico. L’esecutivo europeo ha presentato questo piano come uno strumento per consolidare la resilienza delle democrazie in un contesto internazionale complesso, smentendo qualsiasi finalità anti-americana.
La convergenza tra Ottawa e Bruxelles rappresenta l’esito di un progressivo deterioramento dei rapporti bilaterali tra Stati Uniti e Canada. Negli ultimi mesi Washington ha applicato tariffe doganali fino al 50% su vari prodotti canadesi, tra cui acciaio, alluminio, legno e comparto alimentare, interrompendo contestualmente i negoziati commerciali e mettendo a dura prova l’integrazione economica nordamericana. A fronte delle ritorsioni tariffarie disposte dal governo canadese, la leadership guidata da Mark Carney ha scelto di accelerare la diversificazione dei partner internazionali. Questa strategia punta a fare perno sull’accordo CETA e sull’adesione del Canada al programma comunitario SAFE per la difesa, segnando l’ingresso del primo Paese extraeuropeo in questa iniziativa.
Il potenziale allargamento dell’influenza economica e regolatoria europea sul continente americano apre scenari d’incertezza per i mercati globali. Un’eventuale applicazione di nuove barriere doganali statunitensi nei confronti delle merci europee rischierebbe di innescare ritorsioni speculari da parte di Bruxelles, compromettendo gli equilibri della catena di fornitura internazionale e trasferendo la crisi commerciale nordamericana sul terreno dei rapporti transatlantici.
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