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Da zes unica a dipartimento per il sud. Senza alcun preavviso, con un annuncio a sorpresa, il Governo Meloni ha assunto una decisione che potrebbe segnare un passaggio cruciale per le politiche del Mezzogiorno. L’Esecutivo ha infatti deciso di istituire il Dipartimento per il Sud, una nuova struttura collocata direttamente a Palazzo Chigi, destinata a raccogliere l’eredità della Struttura di missione ZES unica e a gestire, in una cornice più organica e centrale, l’attuazione degli interventi strategici per le aree meridionali.

La notizia, pubblicata da Il Mattino e firmata dal giornalista Nando Santonastaso, arriva attraverso un emendamento al Decreto-legge Terra dei Fuochi, ora in discussione al Senato. Una scelta politica che testimonia la volontà di imprimere un’accelerazione immediata: non attendere un provvedimento dedicato, ma utilizzare il primo testo normativo utile per dare subito il segnale di un cambiamento di rotta.


Una nuova regia a Palazzo Chigi

Il nuovo Dipartimento sarà dotato di due uffici dirigenziali generali e cinque non generali, con un contingente di 60 unità di personale, metà provenienti dall’attuale Struttura ZES e metà da altre amministrazioni pubbliche. A questi si affiancheranno gli esperti già in forza alla missione ZES, con incarichi retribuiti fino a 50mila euro annui e un tetto complessivo di spesa di 500mila euro a partire dal 2026.

La sede a Palazzo Chigi non è un dettaglio marginale. Significa che il nuovo organismo non sarà soltanto un ufficio tecnico, ma diventerà il cuore della cabina di regia governativa per le politiche del Sud, sotto la supervisione del sottosegretario con delega Luigi Sbarra.

Oltre alle funzioni operative, il Dipartimento avrà la possibilità di stipulare convenzioni con università, enti e istituti di ricerca, per rafforzare il proprio lavoro di analisi e programmazione. A partire dal 2026, sarà autorizzata anche una spesa annua di 200mila euro per sostenere tali attività.


Addio alla Struttura di missione ZES unica

Con l’entrata in vigore del DPCM che disciplinerà l’organizzazione interna del nuovo Dipartimento, la Struttura di missione ZES unica sarà formalmente soppressa. Le sue funzioni, i suoi rapporti attivi e passivi, il personale e le competenze passeranno automaticamente al Dipartimento per il Sud.

Una transizione che dovrà avvenire in tempi rapidi, probabilmente entro la fine dell’anno, per non rallentare un processo che in questi mesi ha garantito risultati considerati straordinari dagli addetti ai lavori: semplificazione burocratica, attrazione di investimenti e occupazione in crescita.


Le priorità: PNRR e infrastrutture

Il primo banco di prova sarà la gestione degli interventi PNRR legati alla ZES unica. Si tratta di circa 600 milioni di euro già quasi tutti appaltati, destinati alle opere di “ultimo miglio”, ovvero i collegamenti stradali e ferroviari tra le aree portuali del Sud e gli assi nazionali.

Questi lavori dovranno essere conclusi entro il 30 giugno 2026, pena la perdita delle risorse europee. Una scadenza che rende ancora più urgente la piena operatività del Dipartimento.


La continuità della “rivoluzione ZES”

Al di là delle infrastrutture, la vera sfida sarà garantire la continuità della sburocratizzazione introdotta con la ZES unica. Grazie all’autorizzazione unica, imprese e investitori hanno potuto ottenere in poco più di 30 giorni ciò che prima richiedeva fino a 34 passaggi amministrativi: avvio di un nuovo stabilimento, ampliamento di attività esistenti, perfino modifiche urbanistiche su aree produttive.

I numeri raccontano il successo di questa innovazione:

  • oltre 800 autorizzazioni uniche rilasciate;

  • 40mila nuovi addetti (tra diretti e indiretti);

  • 28 miliardi di investimenti generati;

  • oltre 5 miliardi di crediti d’imposta utilizzati dalle imprese.

Un modello che non solo ha cambiato le dinamiche economiche del Sud, ma ha attirato l’attenzione internazionale: la “ZES made in Italy” è oggi la più grande area compatta d’Europa, superando esperienze consolidate come quella polacca, ed è stata citata persino nella dichiarazione congiunta Trump-Meloni alla Casa Bianca.


Una sfida oltre il Sud

La ZES unica, nata nell’ambito della riforma della Coesione voluta da Raffaele Fitto, è stata recentemente estesa anche ad alcune regioni del Centro, come le Marche, a conferma di un interesse che va oltre i confini tradizionali del Mezzogiorno.

Il compito del nuovo Dipartimento per il Sud sarà dunque duplice: da un lato garantire la piena attuazione delle opere e delle riforme già avviate, dall’altro rafforzare la governance nazionale di un modello che può diventare un punto di forza per l’intero sistema produttivo italiano.


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