Potrebbe essere oggi il giorno decisivo per il centrodestra in Campania, a soli due mesi dalle elezioni regionali. Le dichiarazioni arrivate dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e da altri esponenti del governo Meloni lasciano intendere che la scelta del candidato sia ormai imminente.
L’orientamento sembra chiaro: il profilo che prende quota è quello civico, o comunque non direttamente riconducibile ai partiti. I nomi più accreditati restano Giosy Romano, responsabile della Zes Unica, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il rettore della Federico II Matteo Lorito. Tre figure tecniche e istituzionali, che rappresenterebbero una svolta strategica rispetto ai nomi “politici” circolati nei mesi scorsi.
Le ipotesi di candidati come Edmondo Cirielli o Mara Carfagna, considerate inizialmente solide, appaiono oggi sempre più deboli. La scelta di puntare su un profilo tecnico nasce dall’esigenza di allargare il consenso oltre i confini dei partiti e di contrastare l’avanzata del centrosinistra, che nel frattempo sta consolidando il proprio vantaggio.
La data simbolica non è casuale: oggi, 22 settembre, sono scattati i 60 giorni esatti dalle elezioni regionali, aprendo formalmente la fase calda della campagna elettorale. Ogni giorno che passa senza un candidato ufficiale rischia di pesare sul centrodestra, mentre il fronte progressista ha già avviato il proprio lavoro sul territorio.
La scelta, quindi, non riguarda soltanto un nome ma una precisa direzione politica: puntare su competenze e radicamento istituzionale per recuperare terreno e riaprire la partita.
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