L’Ance Campania apre ufficialmente una nuova fase con l’elezione di Angelo Lancellotti alla presidenza dell’associazione dei costruttori edili regionali. L’ingegnere napoletano, 59 anni, è stato eletto all’unanimità dall’assemblea delle associazioni territoriali riunita a Palazzo Ruffo della Scaletta, a Napoli, e resterà in carica per i prossimi quattro anni. Succede a Luigi Della Gatta in un momento delicato per il settore delle costruzioni, stretto tra la fine della spinta dei bonus edilizi, le nuove regole urbanistiche e le sfide della transizione ambientale.
Il profilo di Lancellotti è quello di un dirigente di lungo corso del sistema confindustriale e dell’associazionismo edile. Presidente uscente dell’Acen, già alla guida della Cassa Edile di Napoli e due volte vicepresidente dell’associazione napoletana dei costruttori, ha fatto parte anche della giunta dell’Unione Industriali di Napoli. Un curriculum che lo accredita come figura di continuità, ma con un’agenda dichiaratamente orientata al cambiamento.
Nel suo primo intervento da presidente, Lancellotti ha indicato nella rigenerazione urbana “il vero banco di prova per la crescita sostenibile delle città”, collegando questa sfida direttamente alla nuova legge urbanistica della Campania. Secondo il neo presidente, la riforma regionale rappresenta “una svolta perché favorisce la riduzione del consumo di suolo, la semplificazione della pianificazione e una maggiore attenzione alla sostenibilità e alla partecipazione dei cittadini”. Tuttavia, per rendere operative queste ambizioni, resta un passaggio fondamentale: l’urgenza di approvare il nuovo Piano paesaggistico regionale, uno strumento che, nelle intenzioni di Lancellotti, dovrà tenere insieme tutela del patrimonio, sviluppo sostenibile e valorizzazione delle risorse locali.
Altro asse centrale del mandato sarà la sicurezza sul lavoro, un tema che continua a segnare drammaticamente il settore. Per il nuovo presidente non servono nuove strette punitive, ma un salto di qualità basato su prevenzione, formazione e qualificazione delle imprese. La proposta è chiara: estendere anche al settore privato un sistema di qualificazione analogo a quello già previsto per gli appalti pubblici, in modo da garantire storicità aziendale, affidabilità e qualità degli interventi. “Più ispezioni e più formazione” è la sintesi della linea tracciata.
L’assemblea che ha eletto Lancellotti è stata anche l’occasione per presentare un’analisi economica realizzata da Ance e Cresme, che restituisce un quadro fatto di luci e ombre. La Campania è oggi la quinta regione italiana per crescita del valore aggiunto, dietro Lombardia, Basilicata, Trentino-Alto Adige e Puglia, e davanti a realtà forti come Emilia-Romagna e Veneto. Tra il 2019 e il 2025, gli occupati sono aumentati del 9,4%, pari a 152.000 unità in più, un dato che testimonia la vitalità di alcuni comparti produttivi.
Ma a questa dinamica positiva si affiancano criticità strutturali che restano pesanti. La Campania continua a registrare la più alta percentuale di disoccupati di lunga durata in Italia e una quota di Neet che sfiora il 40%, un livello che rappresenta una vera emergenza economica e sociale. È in questo contesto che si inserisce il nuovo mandato di Lancellotti: un settore delle costruzioni che può essere motore di sviluppo, ma che deve fare i conti con qualità del lavoro, tenuta occupazionale e capacità di attrarre e formare nuove generazioni.
Il quadriennio che si apre per l’Ance Campania si giocherà quindi su un equilibrio complesso: rigenerare le città senza consumare nuovo suolo, rilanciare gli investimenti senza sacrificare sicurezza e legalità, sostenere la crescita senza alimentare nuove disuguaglianze territoriali. La scommessa di Lancellotti è tutta qui, tra infrastrutture, lavoro e sostenibilità.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











