Il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli, ha duramente criticato il governo Meloni alla luce dei dati Istat relativi all’inflazione e ai rincari sui beni alimentari. In particolare, Patuanelli ha sottolineato come il continuo aumento del carrello della spesa, salito del +2,8% su base annua a giugno 2025, stia “letteralmente mangiando la vita e il portafogli delle persone”, in un contesto in cui, secondo l’ex ministro, l’esecutivo sarebbe totalmente scollegato dai problemi reali del Paese.
I numeri diffusi dall’Istat confermano un leggero rialzo dell’inflazione generale, salita all’1,7% su base annua a giugno (contro l’1,6% di maggio), ma il dato che preoccupa maggiormente è l’accelerazione dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, come frutta e verdura, che passano da +3,5% a +4,2%. L’intero comparto alimentare registra un incremento del +3,1%, aggravando la pressione economica sulle famiglie, soprattutto quelle a reddito medio-basso.
Patuanelli ha denunciato non solo la gestione economica interna, ma anche la debolezza dell’Italia sul piano europeo e internazionale. “Abbiamo una presidente del Consiglio che paragona il suo lavoro a un lancio col paracadute, mentre i cittadini vedono peggiorare le proprie condizioni di vita. Questo governo non si occupa della crisi che le famiglie affrontano ogni giorno, ma si perde in slogan e retorica da campagna elettorale permanente”, ha dichiarato.
Tra le accuse, anche quella di incapacità strategica nei negoziati europei, con riferimento al Patto di stabilità e al tema dei dazi. “Un accordo sui dazi non può essere vantaggioso per tutti, ma può solo contenere i danni per i Paesi che, come il nostro, non riescono a imporsi nei dossier chiave”, ha affermato il senatore, criticando anche il mancato protagonismo italiano sul fronte del riarmo e della politica industriale europea.
Il tono dello scontro politico si fa più acceso in un contesto economico che, pur mantenendosi su livelli inflattivi contenuti rispetto agli anni precedenti, mostra segnali di fragilità persistente. La produzione industriale è in calo da mesi, e l’aumento dei prezzi nei settori essenziali come l’alimentazione e i trasporti rischia di erodere ulteriormente la fiducia dei consumatori e la tenuta sociale.
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