Confapi, Il PNRR è uno degli strumenti più rilevanti per gli investimenti strutturali dell’Italia nel prossimo decennio, capace di incidere in maniera determinante su produttività, competitività e sostenibilità. A sottolinearlo è stato il presidente di Confapi, Cristian Camisa, al termine della riunione della Cabina di regia svoltasi a Palazzo Chigi.
Secondo Camisa, il Piano non è soltanto un volano per la digitalizzazione e l’innovazione, ma rappresenta anche un ponte strategico per avvicinare le Pmi industriali alla filiera delle grandi aziende, creando nuove sinergie e opportunità di crescita.
Il leader di Confapi ha espresso soddisfazione per il fatto che il Governo, nelle fasi di revisione del Piano, abbia accolto la richiesta delle imprese di mantenere e rafforzare il credito d’imposta, uno strumento che – sottolinea – “non deve interrompersi con la fine di Transizione 5.0, ma proseguire con misure e risorse di carattere nazionale che garantiscano continuità”.
Un dato rilevante arriva da un’indagine interna: oltre il 15% delle aziende aderenti a Confapi ha già utilizzato questa misura, dimostrando la centralità del credito d’imposta nel supportare gli investimenti. Ma lo scenario resta complesso: “I prossimi due o tre anni saranno vitali – avverte Camisa – per consentire alle nostre aziende di raggiungere un livello di digitalizzazione almeno pari a quello delle imprese europee”.
Confapi ha inoltre avanzato una proposta concreta: l’attivazione immediata di un fondo nazionale su Transizione 5.0, con minori vincoli burocratici per le imprese, in modo da consolidare il percorso avviato con il PNRR e renderlo un pilastro strategico per l’economia del Paese.
La visione è chiara: senza continuità negli strumenti di sostegno, il rischio è quello di disperdere il potenziale del PNRR. Con un adeguato supporto, invece, le Pmi possono diventare il motore della modernizzazione industriale, contribuendo alla competitività italiana in Europa e alla crescita sostenibile.
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