Con l’apertura ufficiale delle candidature dal 20 gennaio, prende forma una nuova fase del PNRR dedicata all’housing universitario, uno dei nodi strutturali del sistema accademico italiano. A seguito della revisione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sancita dalla Legge di Bilancio 2026 e concordata con il Ministero dell’Università e della Ricerca, Cassa Depositi e Prestiti diventa il soggetto attuatore del nuovo “Fondo per gli alloggi destinati agli studenti”, un investimento strategico finanziato con risorse europee di Next Generation EU.
La misura dispone di una dotazione complessiva pari a 599 milioni di euro e si affianca al bando già attivato dal MUR nel 2024. L’obiettivo è ambizioso e misurabile: raggiungere entro il 15 maggio 2027 la soglia complessiva di 60 mila posti letto per studenti universitari, sommando gli interventi delle due iniziative. Un traguardo che punta a ridurre una delle principali barriere all’accesso agli studi, soprattutto per gli studenti fuori sede, in un contesto in cui il caro-affitti rischia di accentuare le disuguaglianze territoriali e sociali.
Il bando pubblicato da CDP è aperto sia a soggetti pubblici sia a operatori privati e prevede l’invio delle candidature attraverso un servizio telematico dedicato, attivo dalle ore 12 del 20 gennaio fino a esaurimento delle risorse e comunque non oltre il 29 giugno 2026. I progetti ammessi dovranno rispettare una tempistica stringente: gli interventi dovranno essere completati entro il 15 maggio 2027, mentre l’erogazione dei contributi a fondo perduto potrà avvenire entro il 30 giugno dello stesso anno.
Dal punto di vista economico, l’iniziativa introduce un contributo pubblico che può arrivare fino a circa 20 mila euro per ogni posto letto, a fronte di requisiti precisi. Ogni proposta dovrà prevedere almeno 18 nuovi posti per struttura e riguardare immobili situati in capoluoghi di provincia sede di ateneo o nelle aree limitrofe. Ma il cuore del provvedimento è nella sua dimensione sociale: i gestori saranno infatti obbligati a garantire tariffe inferiori di almeno il 15% rispetto ai valori medi di mercato e a riservare almeno il 30% dei posti letto, a condizioni ulteriormente agevolate, agli studenti fuori sede capaci e meritevoli anche se privi di mezzi. Inoltre, gli immobili dovranno mantenere la destinazione prevalente a residenza universitaria per un periodo minimo di 12 anni, assicurando stabilità e continuità all’offerta abitativa.
Dal punto di vista della governance, CDP si avvarrà della collaborazione di Fintecna e dell’Agenzia del Demanio per le verifiche sugli immobili e istituirà un Comitato di Investimento composto da cinque membri esterni, con funzioni di controllo sull’ammissibilità delle domande e sull’attuazione delle misure previste dal bando. Le modalità operative saranno illustrate anche attraverso un ciclo di webinar informativi, il primo dei quali è in programma il 4 febbraio.
L’intervento rappresenta un tassello cruciale della politica industriale e sociale legata al diritto allo studio, ma anche un’opportunità di investimento per operatori pubblici e privati in un settore a domanda strutturalmente crescente. In un Paese che punta a trattenere talenti, attrarre studenti internazionali e ridurre i divari territoriali, l’housing universitario diventa infrastruttura strategica, al pari dei trasporti e della digitalizzazione. Il successo di questo bando sarà una cartina di tornasole della capacità del PNRR di tradurre le risorse europee in risultati concreti e duraturi.
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