Bruscino e de nigris maestri made in italy

La prima edizione del Premio Maestro del Made in Italy, promossa dalla Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy con il supporto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, ha premiato 19 imprenditrici e imprenditori che incarnano l’eccellenza produttiva italiana. La cerimonia, ospitata nel Salone delle Colonne a Roma, ha messo al centro il valore della tradizione, dell’innovazione e della trasmissione intergenerazionale delle competenze.

Tra i premiati figurano anche due protagonisti campani: Angelo Bruscino e Armando de Nigris. Bruscino, imprenditore avellinese della Greenenergy Holding Spa, è stato insignito del premio speciale per la sostenibilità, grazie al suo impegno nella transizione energetica, nell’economia circolare e nella gestione delle risorse ambientali. Già Cavaliere al Merito della Repubblica, rappresenta una delle figure più attive nel settore green italiano.

Armando de Nigris, presidente del gruppo omonimo e alla guida di un marchio storico dell’agroalimentare italiano, ha ricevuto il riconoscimento come Giovane Maestro, premiato per la capacità di innovare nel solco della tradizione. Medico chirurgo prima di entrare nell’azienda di famiglia, è oggi un punto di riferimento internazionale nel settore degli aceti e dei condimenti, oltre che promotore della Dieta Mediterranea e della formazione delle nuove generazioni attraverso l’Accademia De Nigris.

Nel corso della cerimonia, il presidente della Fondazione, Giovanni Brugnoli, ha sottolineato come il premio celebri figure che “non si limitano a creare impresa, ma custodiscono e reinterpretano saperi preziosi”, contribuendo a rafforzare l’identità del Made in Italy nel mondo.

Il ministro Adolfo Urso ha evidenziato il ruolo dei Maestri come “protagonisti di una tradizione in continuo rinnovamento”, capaci di creare valore nei settori più identitari del Paese, dall’agroalimentare alla moda. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha invece richiamato l’importanza del legame tra scuola e impresa, ricordando che la riforma del sistema tecnico‑professionale punta proprio a valorizzare il sapere artigianale e industriale come motore di competitività.

Il premio arriva in un momento in cui il Made in Italy continua a rappresentare un asset strategico per l’economia nazionale, con un export che supera i 600 miliardi di euro e un tessuto produttivo fondato su imprese familiari, artigiani e marchi storici che hanno saputo innovare senza perdere il legame con le proprie radici.


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