calixcoca

La dipendenza da cocaina, compresi i suoi derivati ​​come il crack, rimane un problema di salute pubblica globale con circa 25 milioni di consumatori in tutto il mondo e con una produzione che ha raggiunto picchi storici, superando le 3700 tonnellate annue.

Attualmente non esistono trattamenti farmacologici ufficialmente registrati per la dipendenza da cocaina e crack. Le alternative disponibili si limitano ad approcci comportamentali e farmaci sintomatici, che mirano solo ad alleviare la tolleranza all’astinenza o a ridurre l’impulsività.

Calixcoca è un vaccino sperimentale per trattare la dipendenza da cocaina. Il vaccino è stato creato da un team guidato da Frederico Garcia, professore presso il Dipartimento di Salute Mentale della Facoltà di Medicina dell’UFMG. Si tratta di un vaccino terapeutico, la cui funzione è quella di aiutare le persone che hanno sviluppato una dipendenza a produrre anticorpi che impediscono alla droga di raggiungere il cervello, inibendo così la sensazione di gratificazione che la cocaina produce per eliminare il desiderio compulsivo di usarla.

Un altro aspetto interessante di questo vaccino riguarda la sua ideazione; infatti, la cocaina di per sé non è immunogenica: le sue molecole sono troppo piccole perché il sistema immunitario le riconosca. Per tale motivo il team di Calixcoca ha invece utilizzato una grande molecola trasportatrice, chiamata calixarene, alle quale sono state legate piccole molecole che replicano la struttura di quella della cocaina, producendo in questo modo un principio attivo in grado di stimolare il sistema immunitario.

Lo sviluppo del vaccino gode di un solido supporto istituzionale. Nel 2023, l’UFMG e il Governo del Minas Gerais hanno firmato un accordo per un investimento di 10 milioni di BRL, reso possibile dalla Fondazione statale per il sostegno alla ricerca del Minas Gerais (Fapemig) e dalla Segreteria sanitaria statale. Questo finanziamento ha permesso di proseguire la ricerca fino alla fase 1 della sperimentazione sull’uomo. Le sperimentazioni precliniche condotte su roditori e primati non umani hanno prodotto risultati molto promettenti con pochi effetti collaterali. Si prevede che le prime sperimentazioni sull’uomo avranno luogo entro due anni a partire da ora, con l’aspettativa che il vaccino diventi un prodotto definitivo entro i successivi tre o quattro anni.

Federico Garcia sottolinea che, se i risultati delle fasi cliniche saranno positivi, il vaccino potrà essere uno strumento cruciale per il reinserimento sociale dei pazienti. “Abbiamo dimostrato una riduzione degli effetti collaterali, il che suggerisce un’efficacia nel trattamento della dipendenza. Prevediamo di utilizzare il farmaco per prevenire le ricadute nei pazienti in trattamento, dando loro più tempo per ricostruire le proprie vite senza la droga”, afferma.

di Antonio Lembo