La Campania chiude il Programma di Sviluppo Rurale 2014–2022 con un risultato che la colloca tra le regioni più efficienti d’Italia nella gestione dei fondi europei. Alla data del 31 dicembre 2025, termine ultimo della programmazione, la spesa pubblica certificata ha raggiunto 2,28 miliardi di euro, pari al 99,93% delle risorse complessivamente disponibili, un dato che testimonia la piena capacità di utilizzo dei finanziamenti destinati al comparto agricolo e rurale.
Secondo la Relazione di sintesi dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea), la Campania rientra stabilmente nel gruppo delle prime cinque regioni italiane per livello di avanzamento finanziario del PSR. Ancora più significativo è il dato relativo al disimpegno automatico delle risorse europee: la quota di fondi FEASR non utilizzata si ferma infatti a circa lo 0,05% del totale, confermando un’elevata efficienza amministrativa e una gestione attenta dei tempi e delle procedure.
Il risultato assume un valore politico ed economico rilevante se inserito nel contesto nazionale, segnato negli ultimi anni da criticità diffuse nell’attuazione dei programmi cofinanziati dall’Unione europea. La capacità di assorbimento delle risorse comunitarie rappresenta infatti uno degli indicatori chiave della qualità della governance regionale e della solidità del rapporto tra amministrazione pubblica, imprese e sistema agricolo.
A sottolineare il significato del traguardo raggiunto è l’assessora regionale all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca, che evidenzia come «il pieno utilizzo delle risorse del PSR sia il risultato di un impegno straordinario dell’intera struttura regionale e di un costante lavoro di concertazione con le associazioni di categoria». Un metodo di lavoro che ha consentito di accompagnare le aziende agricole e i territori nella fase di investimento, evitando il rischio di perdita dei fondi.
La fase di chiusura formale del Programma non è tuttavia ancora conclusa. Le spese dovranno essere dichiarate alla Commissione europea nei prossimi mesi, con il termine finale fissato al 30 giugno 2026, data che segnerà definitivamente la fine della vecchia programmazione. Parallelamente, l’attenzione della Regione è già rivolta alla nuova fase di intervento.
Il passaggio al Complemento di Sviluppo Rurale 2023–2027 apre una stagione altrettanto strategica, con una dotazione finanziaria complessiva superiore a 1,25 miliardi di euro destinata a 37 interventi. La nuova programmazione punta su un equilibrio tra competitività e sostenibilità, destinando circa il 35% delle risorse agli obiettivi ambientali, il 27% agli investimenti e una quota rilevante alla cooperazione, alla consulenza e al rafforzamento delle competenze.
L’impianto complessivo del nuovo ciclo di programmazione conferma una visione orientata allo sviluppo sostenibile, all’innovazione e alla coesione territoriale, con particolare attenzione alle aree interne, ai territori più fragili e al ricambio generazionale in agricoltura, uno dei nodi strutturali del settore primario. In questo quadro, il risultato conseguito sul PSR 2014–2022 rappresenta non solo un bilancio positivo, ma anche una base solida su cui costruire le politiche agricole regionali dei prossimi anni.
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