Anac Busia

Nel percorso di conversione del decreto-legge Infrastrutture e Pnrr, l’audizione del Presidente dell’Anac, Giuseppe Busia, davanti alla Commissione Bilancio della Camera, ha introdotto un punto di vista cruciale: garantire che la necessaria rapidità degli interventi non comprometta concorrenza, trasparenza e qualità amministrativa, pilastri che hanno sostenuto l’attuazione del Pnrr negli ultimi anni. Busia ha analizzato le principali disposizioni del provvedimento, evidenziando rischi, opportunità e possibili correttivi.

Uno dei nodi più sensibili riguarda l’affidamento dei servizi ferroviari intercity. Il decreto modifica la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, trasformando l’obbligo di suddividere i contratti in lotti in una semplice facoltà. Una scelta che, secondo Busia, potrebbe ridurre la competizione nel settore: «Il punto più critico è il passaggio dall’obbligo di articolare in lotti alla possibilità di scegliere un lotto unico». La suddivisione era stata introdotta proprio per favorire l’ingresso di operatori di minori dimensioni, in linea con la normativa europea. Optare per un lotto unico, ha spiegato, rischia di indebolire la spinta concorrenziale nel lungo periodo. Da qui la proposta di prevedere una valutazione rafforzata qualora il Ministero decidesse di procedere in tal senso, coinvolgendo le Commissioni parlamentari e l’Autorità di regolazione dei trasporti.

Busia ha poi ricordato che il nuovo termine del 31 dicembre 2026 per l’avvio della procedura competitiva arriva dopo la proroga della scadenza originaria del 30 giugno, concordata con la Commissione europea. L’Anac, ha assicurato, continuerà a garantire la propria vigilanza collaborativa nell’ambito del protocollo firmato con Mit e Invitalia, adattandosi ai nuovi tempi e alle nuove condizioni operative.

Altro punto delicato riguarda l’affidamento diretto a Sogin delle attività di smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dalla disattivazione del reattore nucleare della Marina militare. Pur riconoscendo la competenza e la missione istituzionale della società, Busia ha richiamato la necessità di verificare la presenza di eventuali operatori qualificati a livello europeo, per evitare violazioni della normativa Ue. «Anche solo un avviso pubblico esplorativo», ha suggerito, sarebbe sufficiente a scongiurare contenziosi e a garantire la piena legittimità dell’affidamento.

Il Presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sul crescente ricorso a commissari straordinari e regimi derogatori per gli impianti energetici strategici. Ogni commissario, ha osservato, tende a generare un sistema normativo autonomo, con il rischio di frammentare le procedure e rallentare gli interventi. Da qui l’invito a ricondurre tali figure a un quadro più uniforme, mantenendo la possibilità di deroghe ma salvaguardando trasparenza e digitalizzazione, elementi cardine del nuovo Codice dei contratti pubblici.

Valutazione positiva, invece, sulla scelta di garantire continuità alla Giubileo Spa, considerata un esempio di competenze maturate che non andrebbero disperse. Busia ha invitato il Parlamento a inserire questa esperienza in una strategia più ampia, capace di capitalizzare le stazioni appaltanti qualificate nate con il Pnrr. «Quello che è stato acquisito non deve andare perduto», ha affermato, proponendo un piano complessivo che renda sistemica l’eredità amministrativa del Piano.

L’Anac, ha concluso Busia, è pronta a collaborare mettendo a disposizione la propria esperienza nella qualificazione delle stazioni appaltanti, uno degli obiettivi centrali del Pnrr. Il decreto-legge, nelle sue molteplici componenti, rappresenta dunque un banco di prova per verificare se l’Italia saprà coniugare rapidità e regole, accelerazione e qualità, emergenza e visione strategica.


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