L’intero sistema delle recensioni online torna al centro del dibattito sulla trasparenza digitale e sulla tutela dei consumatori. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione complessiva di 4 milioni di euro a Trustpilot Group Plc, Trustpilot A/S e Trustpilot srl per pratica commerciale scorretta, aprendo un fronte rilevante nel rapporto tra piattaforme digitali, imprese e consumatori.
Al centro dell’istruttoria emerge una criticità strutturale: l’assenza di controlli adeguati sulla genuinità delle recensioni pubblicate, anche nei casi in cui queste venivano presentate come “verificate”. Un elemento particolarmente sensibile in un ecosistema in cui le valutazioni degli utenti rappresentano un fattore determinante nelle scelte di acquisto e nella reputazione delle aziende.
Secondo quanto accertato dall’Autorità, il modello operativo della piattaforma presenta ulteriori profili problematici. I servizi di raccolta recensioni, promossi come strumenti capaci di ridurre il rischio di contenuti falsi o fuorvianti, consentirebbero in realtà alle imprese clienti di selezionare i consumatori da invitare a recensire. Un meccanismo che incide direttamente sulla rappresentatività delle opinioni pubblicate, alterando potenzialmente la percezione complessiva dei servizi offerti.
A ciò si aggiunge un tema cruciale di trasparenza informativa. L’Autorità ha rilevato che la piattaforma non ha reso facilmente accessibili informazioni essenziali sul proprio funzionamento, né ha chiarito in modo adeguato il ruolo dei servizi a pagamento utilizzati dalle imprese presenti. Una carenza che limita la capacità degli utenti di comprendere pienamente il contesto in cui si formano le recensioni e, di conseguenza, di effettuare scelte consapevoli.
Particolarmente rilevante è anche il riferimento all’utilizzo di tecniche di progettazione dell’interfaccia riconducibili ai cosiddetti “dark pattern”, strumenti che possono orientare il comportamento degli utenti in modo non trasparente. L’insieme di queste pratiche, secondo l’Autorità, configura un quadro complessivo di ingannevolezza, tale da compromettere il corretto funzionamento del mercato digitale.
Il provvedimento si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione regolatoria verso le piattaforme online e i meccanismi che influenzano le decisioni dei consumatori. La qualità e l’affidabilità delle recensioni rappresentano infatti un nodo centrale per la concorrenza, soprattutto in settori dove la reputazione digitale è determinante.
La sanzione segna quindi un passaggio significativo, non solo per il caso specifico, ma per l’intero comparto. La credibilità delle piattaforme di recensione viene posta sotto esame, con implicazioni che riguardano sia la governance degli algoritmi sia la trasparenza dei modelli di business. In un’economia sempre più guidata dai dati e dalle valutazioni degli utenti, il confine tra informazione e persuasione diventa un terreno regolatorio decisivo.
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