Costruzioni - Edilizia

Dopo il recupero registrato a settembre, a ottobre 2025 la produzione nelle costruzioni rallenta leggermente, segnando una flessione dello 0,1% su base mensile secondo l’indice destagionalizzato. Un dato che indica una sostanziale stabilizzazione del comparto, più che un’inversione di tendenza, e che va letto alla luce di un contesto economico ancora caratterizzato da incertezze sul fronte dei costi, dei tassi di interesse e della domanda pubblica e privata.

Il rallentamento mensile si riflette anche nel confronto trimestrale: nella media del periodo agosto–ottobre 2025 la produzione cala dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, segnalando una fase di assestamento dopo mesi di crescita sostenuta. Tuttavia, il quadro cambia nettamente se si osserva l’andamento su base annua. A ottobre, infatti, la produzione nelle costruzioni cresce del 3,4% rispetto allo stesso mese del 2024, sia nell’indice grezzo sia in quello corretto per gli effetti di calendario, con un numero di giornate lavorative invariato rispetto all’anno precedente.

Il dato tendenziale conferma una dinamica positiva iniziata all’inizio del 2025, sostenuta soprattutto dagli investimenti in infrastrutture, dalla spinta dei cantieri legati al PNRR e da una progressiva riattivazione degli interventi di edilizia pubblica. Anche il comparto della riqualificazione urbana continua a fornire un contributo rilevante, nonostante il ridimensionamento degli incentivi fiscali rispetto agli anni precedenti.

Guardando al periodo più ampio, nei primi dieci mesi del 2025 la produzione nelle costruzioni mostra una crescita robusta, con un aumento del 4,5% dell’indice corretto per gli effetti di calendario e del 3,5% dell’indice grezzo rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che rafforza l’idea di un settore ancora in espansione, seppur con ritmi meno accelerati rispetto alla fase post-pandemica.

Il quadro che emerge è quello di un comparto che sta passando da una crescita straordinaria a una fase più strutturale, nella quale pesano maggiormente la capacità di programmazione degli investimenti pubblici, la stabilità normativa e l’accesso al credito. In questo contesto, le politiche industriali e le scelte di bilancio diventano determinanti per evitare che la fisiologica normalizzazione si trasformi in un rallentamento più marcato nel 2026.

La stabilizzazione di ottobre, dunque, non interrompe la traiettoria positiva di fondo, ma segnala la necessità di consolidare la crescita con interventi mirati, soprattutto sul fronte delle opere pubbliche, della rigenerazione urbana e della messa in sicurezza del territorio, settori chiave per sostenere occupazione e sviluppo economico nel medio periodo.


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