Il progetto di riqualificazione e trasformazione urbana “Restart Scampia” valica i confini nazionali e si impone come modello di riferimento per il settore immobiliare e delle costruzioni su scala europea. Nella giornata di oggi, 30 ottobre 2026, una delegazione internazionale composta da investitori, associazioni e stakeholder del settore ha effettuato una visita istituzionale e tecnica ai cantieri del quartiere partenopeo.

L’iniziativa si è svolta a margine del Congresso di Build Europe, promosso in collaborazione con Confindustria Assoimmobiliare. Ad accompagnare gli ospiti europei tra le strutture in costruzione è stata la vicesindaca di Napoli con delega all’Urbanistica, Laura Lieto.

Un piano da 159 milioni tra PNRR e inclusione sociale

Gli investitori hanno potuto analizzare sul campo uno dei più imponenti piani di rigenerazione urbana del Continente, sostenuto da un investimento complessivo di 159 milioni di euro finanziato principalmente con risorse del PNRR, del Pon Metro e del Fondo Periferie.

Il programma dei lavori, che vede in prima linea l’impresa Piloda Building e lo studio di architettura Settanta7, ruota attorno alla riqualificazione della storica Vela Celeste e alla costruzione di 509 nuovi alloggi pubblici. Le prime 98 abitazioni saranno consegnate tra la fine del 2026 e i primi mesi del nuovo anno, inserite in un contesto integrato di parchi pubblici, orti sociali e moderni complessi scolastici.

Le voci dai cantieri: «Un’alternativa virtuosa alla gentrificazione»

Sulle ragioni del grande interesse internazionale è intervenuta la vicesindaca Laura Lieto: «In un’epoca in cui lo sviluppo immobiliare ha spesso generato gentrificazione ed esclusione dei ceti deboli, mostriamo agli investitori europei che esiste un’alternativa virtuosa. Inclusione sociale, lavoro qualificato ed edilizia pubblica possono essere il motore dello sviluppo. Scampia sta diventando un esempio di rinascita per tutta Europa».

Soddisfazione è stata espressa anche da Emanuele Di Palo, co-founder e Ceo di Piloda Building, che ha evidenziato il connubio tra capacità industriale, competenza tecnica e responsabilità sociale.

Profondo il valore simbolico sottolineato infine da Omero Benfenati, rappresentante del Comitato Vele: «Oggi a Scampia si respira un’aria di cambiamento reale. Se prima le Vele venivano visitate come simbolo del male assoluto, oggi si viene a guardare i cantieri delle case sostitutive con il sorriso tra le labbra».


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