La Camera dei Deputati ha approvato la riforma della giustizia con 243 voti a favore e 109 contrari, raggiungendo la maggioranza assoluta necessaria per l’avanzamento del testo ma non la soglia dei due terzi (267 voti) che avrebbe impedito il ricorso al referendum. Si tratta della terza lettura, con l’iter che ora passa all’ultimo esame del Senato.
Il cuore della riforma è la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, un punto storico per il centrodestra che lo considera un tassello fondamentale per rendere il sistema “più efficiente e trasparente”. La premier Giorgia Meloni ha esultato parlando di “riforma storica e attesa da anni”, ribadendo la volontà del governo di portarla a compimento.
Il voto, però, ha innescato tensioni in Aula. Dopo l’approvazione, la capogruppo del Partito Democratico Chiara Braga ha criticato i membri del governo per gli applausi seguiti all’esito della votazione. Ne è nata una bagarre con le opposizioni, che si sono avvicinate ai banchi dell’esecutivo, arrivando quasi allo scontro fisico. Il presidente di turno Sergio Costa è stato costretto a sospendere temporaneamente la seduta.
Dal punto di vista politico, il risultato alla Camera spalanca le porte al referendum confermativo, che si terrà se al Senato, come appare probabile, non verrà raggiunta la maggioranza dei due terzi. A quel punto, saranno i cittadini a decidere sul futuro della riforma.
Per il centrodestra, la giornata rappresenta una vittoria politica. Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha parlato di “risultato storico” e di una battaglia portata avanti dal 1994. Ha anche evocato il precedente del referendum sulla scala mobile del 1985, quando il voto popolare confermò la scelta del governo Craxi: “Adesso vedremo come giudicherà la maggioranza degli italiani”.
Il percorso della riforma, dunque, non è concluso. Ma l’ok della Camera segna un passaggio politico cruciale, che intreccia dinamiche parlamentari e scontro diretto con l’opinione pubblica. L’ultima parola, con ogni probabilità, spetterà agli elettori.
Leggi le notizie di Piazza Borsa
Per restare sempre aggiornato, segui i nostri canali social Facebook, Twitter, Instagram e LinkedIn











