Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini torna sul tema dei lavori ferroviari e invita i cittadini a mantenere la calma di fronte ai disagi che stanno interessando diverse tratte. Durante la presentazione dello studio di fattibilità della nuova stazione AV Frosinone MedioLatium, Salvini ha ricordato che sulla rete italiana sono attualmente aperti 1.300 cantieri, un volume di attività che non ha precedenti negli ultimi decenni.
«Inevitabilmente ci possono essere inconvenienti, ritardi e problemi, per cui ci scusiamo», ha dichiarato il ministro, sottolineando però che l’alternativa sarebbe «chiudere la metà dei cantieri e far finta di niente, lasciando a chi verrà dopo una rete assolutamente cadente e decadente». Una linea che conferma la volontà del governo di accelerare sugli investimenti infrastrutturali, anche a costo di affrontare una fase transitoria complessa per pendolari e viaggiatori.
L’intervento arriva in un momento in cui il sistema ferroviario italiano è attraversato da una trasformazione profonda: potenziamento dell’Alta Velocità, raddoppi, nuove stazioni, manutenzioni straordinarie e interventi finanziati dal PNRR stanno ridisegnando la rete. I cantieri aperti riguardano sia le grandi direttrici nazionali sia le linee regionali, con l’obiettivo di aumentare capacità, sicurezza e affidabilità del servizio.
Il ministro ha ribadito che la strategia punta a non rallentare gli investimenti, nonostante le inevitabili ripercussioni sulla circolazione. «Invito alla pazienza», ha detto Salvini, ricordando che i benefici attesi – in termini di tempi di percorrenza, modernizzazione tecnologica e riduzione delle criticità – saranno significativi nel medio periodo.
La nuova stazione Frosinone AV‑MedioLatium, al centro della conferenza, si inserisce proprio in questo quadro: un nodo destinato a migliorare i collegamenti tra Roma, Napoli e il basso Lazio, con ricadute sulla mobilità regionale e sulla competitività del territorio.
Il messaggio politico è chiaro: la fase dei lavori è intensa e visibile, ma rappresenta un passaggio necessario per evitare che la rete ferroviaria italiana accumuli ulteriori ritardi rispetto agli standard europei. La sfida sarà ora garantire che i disagi restino contenuti e che i cantieri rispettino tempi e obiettivi.
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