Dal 16 luglio entra in vigore una delle novità più rilevanti introdotte dal nuovo Codice della strada: l’obbligo di copertura assicurativa per i monopattini elettrici. Una misura che riguarda circa un milione di proprietari privati e che segna un cambio di paradigma nella regolazione della micromobilità urbana, finora priva di un quadro assicurativo specifico.
La polizza obbligatoria coprirà i danni verso terzi causati durante la guida del monopattino, come lesioni a pedoni o ciclisti e danni ad altri veicoli. Ma, come ricorda Assoutenti, non basterà una generica RC capofamiglia: per essere valida, la polizza dovrà riportare il codice del contrassegno identificativo del mezzo, requisito che esclude tutte le coperture non specificamente dedicate ai monopattini.
Il nuovo sistema non prevede, almeno per i primi due anni, l’indennizzo diretto. La circolare del Mimit del 24 aprile stabilisce infatti un periodo di monitoraggio per valutare l’andamento dei sinistri e costruire un forfait nazionale basato sui costi reali dei risarcimenti. In questa fase, l’Ivass dovrà informare il Ministero ogni sei mesi sull’evoluzione dei sinistri, mentre ai cittadini si applicherà la procedura di risarcimento ordinario.
Sul fronte dei costi, Assoutenti stima una spesa complessiva di circa 50 milioni di euro l’anno. Le polizze base oscillano tra 35 e 55 euro, ma possono arrivare a 150 euro se si aggiungono garanzie accessorie. Per chi non si adegua, sono previste multe da 100 a 400 euro.
Accanto agli aspetti tecnici, emergono anche criticità strutturali. «Il vero problema è che nel settore dei monopattini regna ancora il far west», afferma il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. L’associazione denuncia che, nonostante i nuovi obblighi, nelle città italiane è ancora difficile far rispettare le regole più basilari: uso del casco, divieto di circolare in due, rispetto dei limiti di velocità. «I controlli sono del tutto insufficienti», sottolinea Melluso, che invita il governo alla massima vigilanza per evitare speculazioni e disparità territoriali nell’applicazione della norma.
L’obbligo assicurativo rappresenta dunque un passo avanti verso una maggiore responsabilizzazione degli utenti e una più chiara tutela dei terzi. Ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità delle istituzioni di accompagnare la nuova norma con controlli adeguati e con una strategia di sicurezza urbana che affronti le criticità ancora irrisolte della mobilità leggera.
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