Nel primo trimestre del 2025 la Campania si è distinta come la regione con il più elevato aumento assoluto di spesa pubblica legata al Superbonus. Lo rivela un report elaborato dalla Cgia di Mestre su dati forniti da ENEA e ISTAT, secondo cui tra gennaio e marzo l’incremento delle uscite statali nel territorio campano ha raggiunto i +301,6 milioni di euro, pari a un aumento del +3,4% rispetto al periodo precedente. Nessun’altra regione italiana ha registrato un impatto economico di tale entità.
Questo dato conferma la centralità della Campania nel panorama degli incentivi edilizi, sia in termini di volumi di intervento sia per la capacità delle imprese locali di intercettare le risorse disponibili. Il Superbonus, introdotto per favorire la riqualificazione energetica e strutturale del patrimonio immobiliare, continua così ad avere forti ripercussioni sul bilancio dello Stato, ma anche un effetto moltiplicatore su settori chiave dell’economia regionale come l’edilizia, l’impiantistica e la progettazione tecnica.
Secondo i dati aggiornati al 31 marzo, in tutta Italia sono state depositate oltre 3.200 asseverazioni solo in Molise, che corrispondono al 3% degli edifici residenziali di quella regione. Applicando lo stesso parametro alla Campania, che conta oltre 2,5 milioni di edifici residenziali, è ragionevole stimare un coinvolgimento ben più ampio, confermando il ruolo centrale del territorio nell’utilizzo del beneficio fiscale.
Gli oneri medi a carico dello Stato per ciascun intervento concluso si attestano a circa 252.000 euro, valore in linea con la media nazionale. L’impatto economico generato dalla misura in Campania non è soltanto contabile: favorisce infatti l’emersione di nuova occupazione, la ripresa del comparto costruzioni e una progressiva modernizzazione del patrimonio abitativo.
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