Dopo mesi di attesa e numerosi rinvii, la Commissione europea si appresta a presentare nel mese di giugno la proposta legislativa per il nuovo target climatico al 2040, un passaggio cruciale nella roadmap verso la neutralità climatica al 2050.
L’obiettivo principale sarà la riduzione del 90% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, come già indicato nelle comunicazioni strategiche precedenti. Tuttavia, Bruxelles intende affiancare a questo obiettivo ambizioso una serie di strumenti di flessibilità per agevolare l’adesione degli Stati membri, tenendo conto delle diverse condizioni economiche e industriali.
Tra le misure attualmente al vaglio spicca l’inclusione di meccanismi internazionali di compensazione del carbonio, sulla scorta dell’articolo 6 dell’Accordo di Parigi. Questo sistema permetterebbe ai Paesi di collaborare volontariamente per raggiungere i propri obiettivi climatici, ad esempio tramite investimenti in progetti di riduzione delle emissioni in altri Stati.
Un’altra opzione in discussione è il riconoscimento delle cosiddette “rimozioni naturali” di CO2, ottenute tramite l’assorbimento da parte di suoli, foreste e pratiche agricole sostenibili. Questo approccio potrebbe valorizzare il contributo del settore agricolo e forestale nella strategia climatica dell’Unione, offrendo allo stesso tempo incentivi economici a chi investe in pratiche ecologiche.
La proposta di giugno si inserisce in un quadro politico e normativo già denso, ma necessario per allineare l’intera Unione Europea alla sfida della transizione verde. Il coinvolgimento degli Stati membri sarà decisivo per equilibrare ambizione ambientale e pragmatismo economico. L’apertura a soluzioni flessibili rappresenta quindi un tentativo di mediazione tra obiettivi climatici stringenti e sostenibilità delle politiche nazionali.
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