Un articolato sistema corruttivo e di sfruttamento lavorativo è stato svelato dall’indagine della Procura di Napoli, condotta dal pubblico ministero Henry John Woodcock e dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza. Il giudice per le indagini preliminari Federica Girardi ha emesso 20 misure cautelari – tra cui 10 arresti domiciliari, 7 obblighi di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria e 3 sospensioni dal pubblico servizio – per reati che spaziano dalla corruzione alla fatturazione per operazioni inesistenti, fino al caporalato. L’inchiesta riguarda la realizzazione della linea ferroviaria Alta Velocità Napoli-Bari, opera infrastrutturale strategica per il Mezzogiorno dal valore di 5,8 miliardi di euro, e in particolare i cantieri relativi alle tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano.
Dall’attività investigativa è emerso un quadro di dazioni di denaro e regali – tra cui contanti occultati nei panettoni natalizi, soggiorni turistici, vetture di lusso come una Porsche Macan e orologi di pregio – offerti da imprenditori a pubblici ufficiali responsabili dei controlli per ottenere agevolazioni nell’assegnazione delle commesse, nella contabilizzazione dei lavori e nello sblocco dei pagamenti. Tra gli addebiti contestati figura anche l’impiego di calcestruzzo di qualità inferiore agli standard di sicurezza su una specifica tratta della rete. In aggiunta al versante finanziario, l’inchiesta ha documentato gravi episodi di caporalato nel cantiere di Grottaminarda, in provincia di Avellino, dove lavoratori di origine egiziana venivano sottoposti a turni di lavoro fino a 20 ore al giorno e a condizioni logistiche definite disumane.
Le condotte illecite emerse non vedono coinvolta la stazione appaltante Rete Ferroviaria Italiana, ma si concentrano sulla filiera delle ditte subappaltatrici. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, ha sottolineato come i subappalti rappresentino il segmento più vulnerabile all’infiltrazione di mafie e faccendieri per la gestione di flussi finanziari e potere decisionale sui cantieri. Il gip ha evidenziato nei provvedimenti un quadro di costante baratto di utilità, giunto in diversi casi al totale asservimento della funzione pubblica agli interessi economici delle imprese coinvolte.
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