Ponte sullo stretto di Messina Corte dei Conti

La Corte dei Conti ha acceso un faro sulla recente delibera del Cipess che ha dato il via libera al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. In un documento trasmesso alla Presidenza del Consiglio, i magistrati contabili hanno evidenziato “la necessità di acquisire chiarimenti ed elementi informativi”, sottolineando come l’atto non appaia adeguatamente motivato.

Secondo la magistratura contabile, infatti, “risulterebbe non compiutamente assolto l’onere di motivazione difettando, a sostegno delle determinazioni assunte dal Cipess, anche in relazione a snodi cruciali dell’iter procedimentale, una puntuale valutazione degli esiti istruttori”.

In altre parole, il documento evidenzia come la delibera approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile non offra ancora un’analisi dettagliata degli elementi tecnici e giuridici raccolti durante l’istruttoria. Per la Corte dei Conti, la decisione “si appalesa più come una ricognizione delle attività intestate ai diversi attori istituzionali del procedimento che come una ponderazione delle risultanze di dette attività, sotto il profilo sia fattuale che giuridico”.

Il ministero

“Tutti i chiarimenti e le integrazioni chieste dalla Corte dei Conti fanno parte della fisiologica interlocuzione tra istituzioni e saranno fornite nei tempi previsti, a maggior ragione per un’opera così rilevante. Il Ponte sullo Stretto non è in discussione e gli uffici competenti sono già al lavoro”. Così una nota del Mit.

Il rilievo non si traduce in uno stop al progetto, ma solleva interrogativi sulla solidità della base procedurale su cui poggia uno degli interventi infrastrutturali più ambiziosi e controversi della storia italiana. La richiesta di ulteriori chiarimenti, infatti, conferma quanto il Ponte sullo Stretto resti non solo un’opera ingegneristica complessa, ma anche un terreno di confronto politico, istituzionale e giuridico.


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