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Nuovo passo avanti sul fronte della trasparenza amministrativa e della prevenzione della corruzione. Con la delibera n. 92 dell’11 marzo 2026, ANAC mette a disposizione delle amministrazioni pubbliche un sistema di modelli standardizzati per le dichiarazioni sull’assenza di cause di inconferibilità e incompatibilità, previste dal decreto legislativo 39/2013.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento dei meccanismi di controllo e di semplificazione degli adempimenti, con l’obiettivo di rendere più efficace l’azione dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza. I nuovi strumenti consistono in dieci modelli dichiarativi, differenziati per tipologia di ente e utilizzabili su base volontaria da pubbliche amministrazioni, enti pubblici e soggetti di diritto privato in controllo pubblico.

Nel dettaglio, cinque moduli riguardano la verifica dell’assenza di cause di inconferibilità al momento della nomina, mentre altri cinque sono dedicati alla dichiarazione annuale di assenza di incompatibilità. La struttura uniforme dei documenti è stata progettata per facilitare sia la compilazione da parte dei soggetti interessati sia le attività di verifica e monitoraggio da parte delle amministrazioni.

Un elemento centrale dell’iniziativa è rappresentato dalla fase di sperimentazione volontaria della durata di dodici mesi, che prenderà avvio con la pubblicazione dell’avviso in Gazzetta Ufficiale. Durante questo periodo, le amministrazioni potranno testare i modelli e contribuire al loro perfezionamento, in un’ottica di progressiva standardizzazione delle procedure.

La definizione degli schemi è il risultato di un processo articolato che ha coinvolto diversi attori istituzionali, tra cui il Garante per la protezione dei dati personali, ISTAT, AgID e la Conferenza unificata. Il confronto ha consentito di integrare esigenze di trasparenza e tutela dei dati personali, con particolare attenzione alla gestione delle informazioni pubblicate online.

Dal punto di vista operativo, i modelli sono destinati a incidere anche sulla qualità e sull’omogeneità della sezione “Amministrazione Trasparente” dei siti istituzionali. L’adozione di schemi uniformi punta a migliorare la pubblicazione e la leggibilità delle informazioni, nel rispetto delle norme sulla privacy, che prevedono ad esempio l’oscuramento delle firme autografe.

L’iniziativa si collega inoltre allo sviluppo della futura Piattaforma unica della trasparenza, per la quale i modelli potrebbero rappresentare una base tecnica di riferimento. In questo senso, l’intervento di ANAC assume una valenza sistemica, orientata alla digitalizzazione e all’integrazione dei dati pubblici.

Il tema delle dichiarazioni ex articolo 20 del decreto legislativo 39/2013 è stato recentemente oggetto di ulteriori approfondimenti con la delibera n. 464 del 2025, che ha ribadito l’importanza di definire procedure chiare all’interno dei documenti di programmazione come il PIAO e i piani anticorruzione. In questo quadro, la standardizzazione dei moduli rappresenta un tassello fondamentale per rendere più efficace il sistema di vigilanza e prevenzione.

Resta infine centrale il ruolo consultivo dell’Autorità: le amministrazioni possono richiedere pareri preventivi prima del conferimento degli incarichi, pur sapendo che tali indicazioni non sono vincolanti. Tuttavia, eventuali scostamenti potrebbero attivare successive attività di vigilanza, rafforzando così il sistema di responsabilità.


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