Il mese di maggio 2026 mostra un quadro di moderata crescita per le vendite al dettaglio italiane. Su base mensile, il settore registra un aumento dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, con andamenti analoghi sia per i beni alimentari sia per quelli non alimentari, entrambi in crescita dello 0,2% in valore e in volume. Un segnale di stabilità che conferma la tenuta della domanda interna in una fase economica ancora caratterizzata da incertezze.
La dinamica diventa più robusta osservando il trimestre marzo–maggio 2026: le vendite crescono dell’1,2% in valore e dello 0,5% in volume, con un contributo equilibrato dei due principali comparti. Gli alimentari avanzano dell’1,1% in valore e dello 0,3% in volume, mentre i non alimentari segnano un incremento dell’1,2% in valore e dello 0,8% in volume, confermando una domanda più vivace per i beni durevoli e semi‑durevoli.
Su base tendenziale, il quadro si fa più articolato. Rispetto a maggio 2025, le vendite al dettaglio crescono del 2,2% in valore e dello 0,4% in volume. I beni alimentari aumentano in valore (+2,0%) ma calano in volume (-0,4%), segnalando un effetto prezzo ancora rilevante. I beni non alimentari, invece, crescono sia in valore (+2,2%) sia in volume (+0,9%), con variazioni positive per quasi tutti i gruppi di prodotti. L’unica eccezione riguarda i Generi casalinghi durevoli e non durevoli, in lieve flessione (-0,2%). Il segmento più dinamico è quello degli Elettrodomestici, radio, tv e registratori, che registra un aumento del 4,9%, confermando la spinta della domanda tecnologica.
La crescita del valore delle vendite riguarda tutte le forme distributive, ad eccezione delle vendite al di fuori dei negozi, in calo del 2,1%. Sul fronte dei volumi, invece, l’aumento è concentrato nella grande distribuzione (+1,0%) e soprattutto nel commercio online, che segna un incremento del 12,1%, evidenziando una dinamica espansiva ormai strutturale.
Il quadro complessivo conferma una tendenza: a maggio le vendite al dettaglio crescono in valore in tutti i comparti, mentre il volume aumenta solo nel settore non alimentare. La spinta più significativa arriva dalla grande distribuzione e dal commercio elettronico, che continua a rappresentare il motore più dinamico del retail italiano.
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