Mentre il contesto internazionale si fa sempre più instabile, tra le tensioni in Medio Oriente e l’innalzamento delle soglie di spesa per la Difesa richieste in sede NATO, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al Senato per riferire in vista del prossimo Consiglio europeo di giovedì, ribadendo la necessità di affrontare l’attuale fase con senso di responsabilità e coesione politica.
“Abbiamo bisogno ora di ragionare il più possibile insieme”, ha detto la premier, sottolineando come il momento non consenta derive elettorali o polarizzazioni. Sul tema della Difesa, Meloni ha rilanciato la visione di una “colonna europea della NATO”, evitando ogni tentazione di creare una forza autonoma che possa rappresentare una duplicazione delle strutture esistenti. “Il sistema di difesa occidentale si basa sulla NATO, non c’è un esercito NATO ma eserciti nazionali che cooperano”, ha spiegato, escludendo l’idea di una difesa europea indipendente che possa generare inefficienze.
La premier ha sottolineato che il tema cruciale non è tanto quanto si investe, ma su cosa si investe. In riferimento al conflitto in Ucraina, ha citato l’efficacia dei droni a basso costo, che hanno cambiato la natura delle operazioni militari. “I dati rischiano di essere più pericolosi dei proiettili”, ha affermato, evocando un futuro della Difesa incentrato su robotica, intelligence e tecnologia avanzata. Meloni ha anche espresso la volontà che gli investimenti in Difesa siano destinati prioritariamente ad aziende italiane, pur riconoscendo i limiti produttivi attuali dell’industria nazionale.
Nel frattempo, dagli Stati Uniti arriva un nuovo scossone politico. Il presidente Donald Trump, intervenuto sulla sua piattaforma Truth, ha pubblicato un messaggio privato ricevuto dal segretario generale della NATO, Mark Rutte, nel quale quest’ultimo esprimeva soddisfazione per i risultati ottenuti in vista del vertice de L’Aja. “L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria”, scriveva Rutte, riferendosi al nuovo impegno per portare le spese della difesa al 5% del PIL. Trump ha definito questo obiettivo come “un successo che nessun altro presidente americano ha raggiunto in decenni”.
Tornando allo scenario internazionale, Meloni ha dedicato ampio spazio alla situazione in Medio Oriente, in particolare ai rapporti tra Israele e Iran. “Siamo ancora fiduciosi che si possa andare avanti con una tregua”, ha dichiarato, pur riconoscendo che la violazione dell’ultima intesa ha complicato le cose. La presidente del Consiglio ha invitato alla prudenza, osservando che la reazione di Israele dovrà essere “commisurata e simmetrica”. Un elemento di cauta speranza è rappresentato dalla conferma iraniana della volontà di rispettare la tregua, che secondo Meloni può essere letta anche come un segnale di divisioni interne al regime di Teheran.
Sull’attacco dell’Iran a basi statunitensi in Medio Oriente, Meloni ha rassicurato il Parlamento: “Non risultano coinvolti civili o militari italiani”. L’azione iraniana, secondo fonti ufficiali, avrebbe avuto un valore prevalentemente simbolico, con la maggior parte dei missili intercettati e un preavviso fornito agli Stati Uniti. Respinge poi le accuse secondo cui le tensioni attuali siano responsabilità di Donald Trump, definendole “semplificazioni”.
Nel quadro del dibattito europeo e transatlantico sulla sicurezza, Meloni ha ribadito infine un principio latino che sintetizza la sua visione: “Si vis pacem, para bellum”. La sicurezza, secondo la premier, serve per garantire la pace, non per attaccare. E in questa logica l’Italia dovrà restare un partner affidabile per i suoi alleati, anche sul fronte della Difesa.
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