Raffaele Marrone confermato presidente Confapi Napoli

La ZES Unica 2025 si sta confermando come uno degli strumenti più rilevanti delle politiche industriali per il Mezzogiorno, e la Campania emerge come uno dei territori che ne ha saputo sfruttare meglio le potenzialità. I dati sugli investimenti raccontano una dinamica ben più solida delle attese iniziali, segnalando una crescente fiducia delle imprese e una maggiore maturità nell’utilizzo degli incentivi.

Secondo Raffaele Marrone, presidente di Confapi Napoli e responsabile nazionale ZES di Confapi, il bilancio è nettamente positivo. La trasformazione delle ZES regionali in una ZES nazionale unica ha introdotto maggiore omogeneità e chiarezza nelle regole, migliorando la trasparenza e rendendo lo strumento più affidabile agli occhi delle imprese. Un cambiamento che, lungi dal penalizzare i territori, ha favorito una competizione virtuosa basata sulla qualità dei progetti presentati.

La Campania si conferma una regione trainante grazie alla presenza di imprese pronte a investire e a una filiera di consulenza qualificata, capace di accompagnare le aziende nella progettazione finanziaria e nell’accesso agli incentivi. Anche la riduzione del credito effettivamente riconosciuto, dovuta all’applicazione del coefficiente di riparto, non ha rallentato la corsa agli investimenti. Al contrario, questo elemento rafforza la percezione della ZES come misura strutturale e credibile, non come incentivo episodico.

Un segnale particolarmente significativo arriva dalla composizione degli investimenti, che evidenzia un cambio di passo verso una maggiore industrializzazione. Cresce infatti il peso di macchinari e attrezzature rispetto agli investimenti immobiliari, indicando un orientamento sempre più marcato verso produttività, innovazione e rafforzamento della capacità manifatturiera. In Campania, inoltre, il rapporto tra credito richiesto e investimenti realizzati risulta equilibrato e coerente con le intensità massime previste, a conferma di un utilizzo consapevole dello strumento.

Guardando al futuro, Marrone individua margini di miglioramento importanti. Per consolidare i risultati raggiunti, la ZES Unica potrebbe evolvere introducendo meccanismi di premialità mirata a favore degli investimenti più strategici. Incentivi aggiuntivi per progetti ad alto contenuto tecnologico, orientati alla sostenibilità ambientale e alla creazione di occupazione qualificata permetterebbero di amplificare l’impatto economico e sociale della misura.

In questo scenario, la Campania non solo mantiene un ruolo centrale, ma ha l’opportunità di diventare un modello di riferimento nazionale, dimostrando come la ZES possa trasformarsi da strumento di attrazione degli investimenti a leva strutturale per uno sviluppo reale, competitivo e duraturo del tessuto produttivo.


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