Dal 19 gennaio al primo marzo 2026, la pista di volo dell’aeroporto di Napoli sarà interessata da interventi di riqualificazione che imporranno la chiusura dello scalo. Stop dunque ai voli civili ma anche a quelli privati e militari.
La comunicazione ufficiale è stata data da Gesac, il gestore degli scali di Napoli e Salerno, che in una nota spiega che le “infrastrutture aeroportuali sono sottoposte a regolari e periodici interventi di manutenzione in conformità con le normative di settore per garantire i massimi standard di sicurezza”. Dunque uno stop di 42 giorni per il più importante gateway del Sud. Si tratta di lavori necessari anche per l’arrivo a Capodichino di sempre più voli, compresi quelli intercontinentali. Gli ultimi interventi del genere risalgono al 2016 e prima ancora al 2006. L’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi potrà assorbire una parte del traffico normalmente gestito dallo scalo napoletano. Non sono esclusi tagli di voli con alcune città del Nord, favorendo l’utilizzo dell’alta velocità. Il tema si pone con le tratte più a lungo raggio che lo scalo Salerno Costa d’Amalfi non è in grado di soddisfare interamente. Bisogna organizzarsi al meglio per evitare eccessivi disagi ma allo stesso tempo fare lavori essenziali anche in vista di un maggiore traffico aereo a Capodichino, già in crescita negli ultimi anni, tenendo conto di Napoli capitale europea dello sport 2026 e l’America’s cup del 2027. L’intervento sarebbe programmato nel periodo dell’anno storicamente caratterizzato dal minore traffico aereo. Condizionale d’obbligo perché nel frattempo sulla data reale dell’inizio dei lavori cala il primo velo di dubbi.
Ad intervenire è Enac, l’autorità unica di regolazione tecnica, certificazione, vigilanza e controllo nel settore dell’aviazione civile in Italia, che in una nota precisa: “Il relativo progetto di fattibilità è pervenuto alle competenti strutture solo in data 14 maggio 2025 e che il progetto esecutivo non è ancora stato consegnato. Pertanto, le tempistiche ipotizzate dovranno essere riviste. Ad ora, quindi, non è stata emessa alcuna approvazione né, tantomeno, sono state verificate dall’Ente stesso le tempistiche di realizzazione”. La posizione di Enac ha indotto Gesac, in attesa di indicazioni finali dall’autorità preposta, a diffondere una nota di risposta: “L’intervento è previsto nel contratto di programma 2023-2026 firmato fra Enac e Gesac il primo febbraio 2023. Il contratto di programma impegna il gestore all’esecuzione di un piano di interventi infrastrutturali mirati a garantire sicurezza, efficienza e qualità delle infrastrutture. Successivamente, il 6/2/2025 è stato trasmesso ad Enac l’aggiornamento della pianificazione degli investimenti con stima febbraio 2026 come data di fine lavori per la pista di volo e il 14 maggio è stato trasmesso il progetto con le soluzioni tecniche individuate”.
Un’incertezza che genera le proteste delle associazioni di categoria del settore turistico. “Da tempo si sapeva di questa chiusura – dice Cesare Foà, presidente agenti di viaggio Confindustria Campania, – ma non c’erano notizie ufficiali. La Gesac non ci aveva comunicato nulla. Eppure siamo parte interessata. È giusto fare i lavori in questione, ma i passeggeri da dove partiranno in sostituzione di Capodichino? Salerno non basta. Roma? Foggia? Non ci sono info certe di cui necessitiamo per fare il nostro lavoro. Noi organizziamo itinerari anche un anno prima e se sul contratto c’è scritto partenza e ritorno Capodichino è un problema perché se poi non è così il cliente può anche chiedere un risarcimento”.
di M.OLA
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