ROMA – La premier Giorgia Meloni ha annunciato, tramite un video sui social, di aver ricevuto un avviso di garanzia emesso dalla Procura della Repubblica di Roma, guidata da Francesco Lo Voi, in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Almasri. Analogo provvedimento è stato notificato al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.
Secondo quanto dichiarato dalla premier, l’avviso di garanzia riguarda i reati di favoreggiamento e peculato e sarebbe stato emesso in seguito a una denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, già noto per la sua vicinanza alla sinistra politica e per aver difeso celebri pentiti come Buscetta e Brusca. Meloni ha definito l’iniziativa un atto “curioso”, suggerendo una tempistica insolita nella richiesta di arresto internazionale della Corte Penale Internazionale.
I fatti: la Corte Penale Internazionale aveva emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della Polizia Giudiziaria di Tripoli, il cittadino libico Almasri, proprio mentre quest’ultimo si trovava sul punto di entrare in Italia, dopo aver soggiornato senza problemi per 12 giorni in altri Stati europei. Tuttavia, secondo Meloni, la richiesta di arresto della Corte Penale Internazionale non è stata trasmessa al ministero italiano della Giustizia, come previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma ha scelto di non convalidare l’arresto.
La premier ha sottolineato che il procedimento giudiziario è legato a una questione tecnica e non politica, richiamando l’attenzione sull’apparente discrepanza tra le modalità di notifica del mandato internazionale e le procedure previste.
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