Mentre i residenti di Bagnoli continuano le proteste contro l’attuale gestione della rigenerazione del quartiere in vista dell’America’s Cup, Manfredi annuncia il “primo bagno” nell’area dell’ex Italsider. I lavori entrano in una fase decisiva e, per la prima volta, viene accompagnata da una scadenza temporale chiara. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in risposta agli abitanti del quartiere, ha indicato nel 2031 l’orizzonte per il completamento complessivo della bonifica e delle infrastrutture dell’ex area Italsider, fissando già un traguardo simbolico: il primo bagno in mare entro cinque anni. Un obiettivo che segna un cambio di passo rispetto a decenni di annunci e rinvii. Lo si apprende da un’intervista rilasciata dal primo cittadino alla testata Napoli Today.
La bonifica ambientale e la rigenerazione urbana di Bagnoli rappresentano uno dei dossier più complessi della politica industriale e territoriale italiana. Ambiente, sviluppo urbano e investimenti pubblici si intrecciano in un’area che per decenni ha pagato il prezzo della deindustrializzazione senza riuscire a intercettare una reale riconversione. Secondo Manfredi, il percorso oggi è finalmente tracciato: completare le opere entro il 2031 significa restituire progressivamente spazi e funzioni alla città, evitando il rischio di nuove paralisi.
Un tassello centrale del progetto è il Parco dello Sport, che dovrebbe essere completato entro due anni. Il Comune sta chiudendo un accordo con le Fiamme Oro della Polizia di Stato per l’affidamento della struttura, che avrà una duplice funzione: da un lato l’attività agonistica, dall’altro l’uso pubblico, con spazi accessibili e controllati per i cittadini. Particolare attenzione, ha sottolineato il sindaco, sarà riservata agli sport paralimpici, in collaborazione con il Coni, rafforzando la dimensione inclusiva dell’intervento.
La prospettiva di tornare a fare il bagno nel mare di Bagnoli non è solo un messaggio simbolico, ma un indicatore concreto dello stato di avanzamento della bonifica ambientale. La qualità delle acque e la sicurezza sanitaria diventano così la cartina di tornasole di un progetto che punta a coniugare risanamento ecologico, nuova economia urbana e fruibilità pubblica.
Sul piano politico, l’operazione Bagnoli assume un valore strategico anche in chiave nazionale. La capacità di portare a termine uno dei più grandi interventi di rigenerazione del Mezzogiorno diventa un banco di prova per l’efficacia della governance multilivello e per l’utilizzo delle risorse pubbliche. La promessa del 2031, ora, fissa una responsabilità precisa: trasformare una ferita storica in un nuovo asset di sviluppo per Napoli.
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