La Russa Tajani

Nel centrodestra si apre un nuovo fronte di confronto politico in vista delle prossime elezioni regionali e amministrative, con posizioni divergenti tra il vicepremier Antonio Tajani e il presidente del Senato Ignazio La Russa.

Tajani, intervenendo da Roma durante una conferenza stampa alla sede di Forza Italia, ha ribadito la necessità di puntare in Campania e a Milano su candidati civici, sottolineando che “bisogna aggregare, non mettere una bandierina”. Secondo il leader azzurro, i candidati espressione dei partiti non sempre riescono ad attirare il consenso necessario a garantire la vittoria: “A me interessa vincere”, ha detto, ribadendo come l’obiettivo non sia quello di affermare l’identità partitica, ma di creare coalizioni larghe e convincenti.

Una linea strategica che però non convince La Russa, esponente di spicco di Fratelli d’Italia. Il presidente del Senato ha replicato con fermezza alle parole di Tajani, sottolineando come non si debba scegliere un civico o un politico a priori, ma piuttosto puntare su chi ha “più chance di vincere”.

“Non capisco perché preferire a prescindere un ‘politico’ oppure un ‘civico’”, ha dichiarato La Russa, aggiungendo che una scelta dettata da criteri di immagine o appartenenza può generare “il sospetto di un calcolo di partito”, piuttosto che una strategia mirata a battere la sinistra.

Queste dichiarazioni aprono un confronto che non è solo tattico, ma anche politico: la tensione tra visione pragmatica ed esigenza di rappresentanza potrebbe influenzare in modo significativo la definizione delle candidature nei territori chiave. La Campania, regione strategica per il centrodestra, e Milano, piazza simbolica del Nord, rischiano di diventare anche il terreno su cui si misurerà l’equilibrio interno alla coalizione di governo.


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