Clima teso a Bagnoli, dove la discussione sulla rigenerazione dell’area ex Italsider e sui lavori collegati all’America’s Cup 2027 è sfociata in scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. All’esterno della sede della X Municipalità, mentre era in corso un Consiglio comunale monotematico dedicato al quartiere, un poliziotto è rimasto ferito alla testa durante il tentativo di sfondamento della prima barriera di agenti da parte di circa cento attivisti. Un manifestante è stato fermato.
La protesta, organizzata da comitati e realtà civiche locali, contesta le scelte del Comune in merito alla bonifica dell’area e agli interventi previsti sul litorale in vista della competizione velica internazionale. Cartelli e slogan hanno accompagnato il sit-in, con richieste di dimissioni rivolte al sindaco e critiche alla gestione del progetto di riqualificazione.
Al centro del confronto vi è il futuro del sito industriale dismesso e, in particolare, la questione della colmata a mare. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenendo prima della seduta, ha ribadito che l’amministrazione sta attuando quanto previsto dal Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana approvato nel 2019. Secondo il primo cittadino, la scelta di mantenere la colmata, optando per il tombamento anziché per la rimozione completa, è stata suggerita in sede di valutazione ambientale ministeriale per ridurre l’impatto complessivo dell’intervento.
Manfredi ha sottolineato che l’alternativa avrebbe comportato la movimentazione di circa 1,4 milioni di metri cubi di materiale, con un impiego stimato di 200mila camion e tempi di esecuzione di quattro anni, configurando un’operazione di fatto impraticabile. I materiali eventualmente contaminati, ha precisato, saranno trasferiti via mare all’estero dopo le verifiche tecniche.
Il nodo Bagnoli si conferma così un crocevia tra rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale e opportunità economiche legate all’America’s Cup. L’evento rappresenta un potenziale volano per investimenti e visibilità internazionale, ma riapre anche fratture sociali e timori legati alla gestione del territorio. Il confronto politico e tecnico resta aperto, in un equilibrio delicato tra sviluppo e consenso.
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