Ambiente ecoreati rifiuti

Il terreno fertile della Campania inquinato e usurpato dalla criminalità ambientale: è quanto esposto nel recente Rapporto Ecomafia 2023 di Legambiente, che ha rivelato una fotografia spettrale della regione in cui la devastazione ambientale si intreccia con la presenza delle organizzazioni criminali.

Secondo il rapporto, dal 2018 al 2022, più di 23.000 reati ambientali sono stati commessi nella regione campana, rappresentando il 14,7% del totale degli eco-reati in tutta Italia.

La presentazione del rapporto, avvenuta al Casale del Teverolaccio a Succivo (Caserta), non è stata solo un’occasione per esporre i numeri, ma anche per manifestare solidarietà a coloro che combattono contro questa piaga. Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania, ha sottolineato il coraggio degli attivisti, citando un recente tentativo di incendio presso la sede dell’organizzazione.

Denunce e arresti

Oltre ai numeri impressionanti dei reati, il rapporto evidenzia un’altrettanto allarmante cifra di oltre 20.000 persone denunciate e 183 ordinanze di custodia cautelare emesse nell’ultimo quinquennio. Questi dati rivelano la dimensione massiccia del coinvolgimento delle autorità giudiziarie nella lotta contro la criminalità ambientale nella regione.

Roma può vantare il triste primato come provincia con il maggior numero di reati ambientali in Italia, ma è Napoli che rimane al vertice della graduatoria in Campania, seguita da Salerno. L’area metropolitana napoletana rappresenta il 32% dei reati contro l’ambiente, mentre il Salernitano il 18%.

Ciclo dei rifiuti al centro degli affari

Il ciclo dei rifiuti emerge come il settore più colpito dalla criminalità ambientale, con oltre 8.400 reati commessi negli ultimi cinque anni. Napoli si conferma al primo posto in questa categoria, seguita da Caserta. È sconcertante notare come i clan criminali si siano specializzati nel campo ambientale, utilizzando intricati meccanismi societari per nascondere le loro attività illecite dietro facciate legali.

L’ex magistrato antimafia Federico Cafiero de Raho ha chiarito che sebbene all’inizio fossero i Casalesi a dominare il traffico di rifiuti, ora le varie mafie hanno stretto alleanze per agire insieme. Questo fenomeno, unito alla loro abilità nel nascondersi dietro a strutture societarie complesse, rende la lotta contro la criminalità ambientale ancora più difficile e impegnativa.

La Campania continua a bruciare di rifiuti, con 177 incendi registrati dai vari tipi di impianti di gestione dei rifiuti dal 2013 al 2023, rendendola la seconda regione d’Italia dopo la Sicilia per questo tipo di crimini.

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