È Forza Italia il grande vincitore delle elezioni regionali in Calabria, dove il governatore uscente Roberto Occhiuto si è riconfermato trionfalmente alla guida della Regione.
Con un 18% dei consensi, il partito di Antonio Tajani non solo si conferma prima forza politica, ma migliora anche i risultati del 2021, consolidando la sua posizione di riferimento nel panorama politico calabrese.
Accanto agli azzurri, la lista personale “Occhiuto Presidente” supera il 12%, mentre Fratelli d’Italia si attesta all’11,6% e la Lega al 9,4%. Una coalizione compatta e vincente che conferma la centralità del centrodestra nel governo della regione.
“Sono orgoglioso dei calabresi e dell’immagine che oggi danno alla Calabria”, ha commentato Occhiuto. “Dall’altra parte si sono presentati promettendo assunzioni e abolizioni di tasse, ma la Calabria di oggi non vota più chi vuole rubare il voto con promesse irrealizzabili. È una Calabria che si sta liberando dall’assistenzialismo e che apprezza la politica del fare”.
Forza Italia prima forza politica, centrodestra consolidato
Il dato elettorale rappresenta una conferma del radicamento del partito azzurro, che in Calabria mantiene da anni risultati a doppia cifra, sia alle politiche (15,6%) che alle europee (18%).
Rispetto alle scorse regionali, Forza Italia cresce di quasi un punto, mentre la lista “Occhiuto Presidente” segna un risultato significativo, rafforzando la leadership personale del governatore.
Fratelli d’Italia, pur restando terza forza della coalizione, si rafforza rispetto al 2021 (8,7%), mentre la Lega migliora la sua performance (dal 8,3% al 9,4%).
Un quadro complessivo che certifica la piena egemonia del centrodestra in Calabria, regione che da tempo rappresenta uno dei suoi feudi più solidi.
Centrosinistra e M5s, occasione mancata
Sul fronte opposto, il centrosinistra non decolla. Il Pd si ferma al 13,6%, un risultato pressoché stabile rispetto alle scorse regionali. Il partito rivendica, tuttavia, un dato complessivo “intorno al 20%” considerando la lista “Democratici e Progressisti”.
Deludente invece la prova del Movimento 5 Stelle, che con il 6,4% conferma i livelli del 2021, ma resta molto lontano dai risultati delle politiche 2022 (29%) e delle europee 2024 (16%).
Buona la performance della lista Tridico, che ottiene un 7,4%, ma non basta a invertire il trend negativo.
Pasquale Tridico, candidato del centrosinistra ed ex presidente dell’INPS, ha riconosciuto la sconfitta:
“Dispiace per il risultato, non ce lo aspettavamo con queste dimensioni. Ho fatto questa scelta per la Calabria, per dare una voce diversa a chi non si è rassegnato. Non rimpiango nulla. Ma la bassa affluenza è un segnale che deve far riflettere tutti: serve una politica che torni a essere credibile”.
Tridico ha sottolineato l’urgenza di una strategia di sviluppo fondata su investimenti pubblici e politiche industriali, ribadendo che “nelle aree depresse il mercato da solo non basta: lo Stato deve tornare a guidare la crescita”.
Astensionismo e rinnovamento politico
L’affluenza, ferma al 43,14%, resta pressoché invariata rispetto al 2021, ma conferma un diffuso disincanto verso la politica locale.
Nonostante ciò, la vittoria di Occhiuto e il rafforzamento del centrodestra aprono una nuova fase di stabilità politica, con un governatore che appare più forte e legittimato, anche sul piano nazionale.
Il messaggio politico è chiaro: la Calabria ha premiato la continuità, il pragmatismo e il radicamento territoriale, penalizzando chi ha puntato su promesse generaliste o su candidature “di servizio”.
Il segnale dalla Calabria
Il successo di Forza Italia, in controtendenza rispetto ai dati nazionali che vedono la crescita di FdI, evidenzia la peculiarità del voto calabrese, dove conta ancora la leadership personale e la rete locale.
La sfida per Occhiuto, ora, sarà trasformare la vittoria in un progetto di governo stabile e credibile, capace di consolidare i risultati economici e infrastrutturali già avviati.
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