«Se attorno alle vie di fuga già individuate si continua a costruire, va da sé che queste perdono la loro connotazione originale». Con queste parole il prefetto Fabio Ciciliano, capo del Dipartimento di Protezione Civile, ha lanciato un monito forte durante la sua audizione in videoconferenza presso la Commissione Ambiente del Senato, dove è in discussione il disegno di legge n.1497 su alluvioni e Campi Flegrei.
Il prefetto ha illustrato la situazione attuale legata ai fenomeni del bradisismo nell’area flegrea, segnalando che il Commissario straordinario per l’emergenza è attivamente impegnato in una duplice attività: monitoraggio degli edifici pubblici e aggiornamento delle vie di fuga previste in caso di emergenza.
Tuttavia, Ciciliano ha sottolineato una criticità strutturale di natura urbanistica: la continua edificazione attorno alle vie di evacuazione, già tracciate in precedenti piani di sicurezza, compromette l’efficacia stessa di tali percorsi. Questo, in un contesto di crescente instabilità geologica, rappresenta un rischio inaccettabile per l’incolumità delle popolazioni residenti.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di coordinamento tra pianificazione territoriale e gestione del rischio, e mette in evidenza la distanza tra misure normative e comportamenti locali. Le dichiarazioni di Ciciliano riaccendono l’attenzione su una gestione integrata e preventiva del rischio geologico, che richiede risposte legislative tempestive e coerenti.
La discussione parlamentare del DDL 1497 rappresenta dunque un passaggio cruciale non solo per l’area dei Campi Flegrei, ma come modello nazionale di risposta alle emergenze idrogeologiche e vulcaniche, sempre più frequenti in un contesto climatico instabile.
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