Benzina aumento pieno di benzina - diesel - accise

I prezzi dei carburanti continuano a salire in tutta Italia, nonostante il forte calo delle quotazioni internazionali del greggio registrato nelle ultime ore. Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit, aggiornati a mercoledì 8 aprile 2026, il prezzo medio nazionale in modalità self è pari a 1,789 euro al litro per la benzina e 2,178 euro per il gasolio, entrambi in aumento rispetto alla giornata precedente.

Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati: 1,825 euro al litro per la benzina e 2,191 euro per il gasolio. Una dinamica che preoccupa associazioni dei consumatori e operatori del settore, soprattutto alla luce del recente crollo del petrolio (-18%) seguito all’annuncio della tregua tra Stati Uniti e Iran.

Il Codacons denuncia una “corsa anomala” dei listini, evidenziando come il prezzo del gasolio stia ormai “viaggiando spedito verso quota 2,2 euro al litro”. In alcune regioni questa soglia è già stata superata: a Bolzano il diesel ha raggiunto 2,205 euro al litro, mentre valori molto elevati si registrano anche in Calabria (2,198 euro), Lombardia (2,195 euro), Valle d’Aosta (2,194 euro) e Sicilia (2,190 euro).

In Valle d’Aosta, secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il costo di un pieno da 50 litri è aumentato di 2,10 euro in un solo giorno. La benzina self nella regione ha raggiunto una media di 1,800 euro al litro, confermando il territorio tra i più costosi d’Italia.

Il Codacons avverte inoltre del rischio di una “doppia velocità”: se il petrolio continuerà a scendere grazie alla riapertura dello Stretto di Hormuz, i prezzi alla pompa potrebbero diminuire molto più lentamente, penalizzando gli automobilisti.

Sul fronte degli operatori, Figisc Confcommercio richiama l’attenzione sulla necessità di un intervento strutturale. La Federazione sottolinea che la rete distributiva non può essere coinvolta solo nei momenti di emergenza, ma deve essere considerata una “infrastruttura economica, logistica e sociale strategica”.

Durante l’audizione sul decreto accise, Figisc ha ribadito l’urgenza di una stagione di concertazione stabile, capace di garantire equilibrio di filiera, sostenibilità economica delle gestioni e continuità del servizio ai cittadini. “La rete carburanti — afferma la Federazione — non può essere interpellata solo quando esplode una crisi internazionale. Serve una visione industriale di lungo periodo”.

Il quadro complessivo resta dunque complesso: da un lato la distensione geopolitica nel Golfo ha ridotto il prezzo del greggio, dall’altro i listini italiani continuano a crescere, alimentando tensioni sui costi di mobilità e trasporto in un momento già segnato da incertezze economiche.


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