La tensione geopolitica internazionale, in particolare il conflitto in corso tra Israele e Iran, inizia a mostrare i suoi effetti anche sul fronte economico, con un nuovo balzo dei prezzi dei carburanti in Italia. Secondo i dati elaborati dalla Staffetta Quotidiana, basati sulle medie dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo della benzina self service è salito a 1,714 euro al litro, segnando un aumento di +7 millesimi rispetto ai giorni precedenti.
La crescita riguarda in modo uniforme sia le compagnie petrolifere tradizionali (1,721 €/l) sia le pompe bianche (1,700 €/l), segno di un trend generalizzato legato all’aumento del prezzo internazionale del greggio, innescato dall’escalation militare in Medio Oriente.
Anche il diesel self service mostra un incremento significativo, toccando quota 1,614 euro/litro, con un aumento di +8 millesimi. Le compagnie lo vendono mediamente a 1,623 euro/litro, mentre le pompe indipendenti offrono un prezzo leggermente inferiore, a 1,597 €/l.
Il rincaro coinvolge anche il segmento servito, dove la benzina ha raggiunto 1,853 euro/litro (+7 millesimi), con punte di 1,897 euro nelle stazioni delle compagnie maggiori. Il diesel servito, invece, si attesta a 1,753 euro/litro, anche qui con una media più alta presso le compagnie (1,799 €/l) e più bassa presso le pompe bianche (1,666 €/l).
Diversa la situazione per i carburanti alternativi. Il GPL servito cala leggermente, assestandosi a 0,708 euro al litro (-1 millesimo), mentre il metano servito resta stabile a 1,439 euro al kg. Invariati anche i prezzi del GNL, fissati a 1,270 euro/kg.
Sulle autostrade, i rincari sono ancora più marcati: la benzina self service viene venduta a 1,811 euro/litro, mentre il servito sfonda la soglia dei 2 euro, raggiungendo 2,079 euro/litro. Anche il diesel sulle reti autostradali registra prezzi elevati: 1,722 euro/litro in modalità self e 1,994 euro/litro per il servito. I prezzi per GPL, metano e GNL risultano anch’essi più alti rispetto alla rete urbana.
Questa nuova fiammata dei prezzi preoccupa le associazioni dei consumatori e impone riflessioni sul possibile impatto che una guerra prolungata in Medio Oriente potrebbe avere sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie italiane. Il rischio, infatti, è che l’aumento dei costi dei carburanti si rifletta sull’intera filiera dei trasporti, con ricadute su prezzi al consumo, logistica e prodotti alimentari.
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