Il mese di marzo 2026 segna una nuova fase di tensione sui mercati energetici europei. Secondo gli ultimi dati diffusi da Eurostat, i prezzi dei carburanti hanno registrato un incremento significativo rispetto a febbraio: il diesel è aumentato del 19,1%, mentre la benzina ha segnato un +10,6%. Una dinamica che riflette le pressioni internazionali sul settore energetico e le difficoltà di approvvigionamento che continuano a interessare l’Unione europea.
L’aumento più marcato riguarda il diesel, con picchi che superano il 25% in diversi Paesi del Nord e dell’Est Europa. Le variazioni più elevate si registrano in Repubblica Ceca e Svezia (+27,6%), seguite da Estonia (+26,8%), Lettonia (+25,4%), Belgio (+25,2%) e Paesi Bassi (+25,1%). All’estremo opposto, gli incrementi più contenuti sono stati rilevati in Slovenia (+2,9%), Slovacchia e Ungheria (entrambe al +7%), confermando un quadro europeo estremamente eterogeneo.
Per quanto riguarda la benzina, l’Italia si colloca tra i Paesi meno colpiti dall’ondata di rincari. A marzo l’aumento è stato del 4,8%, un dato inferiore alla media europea e superato solo da Slovenia (+2,4%), Slovacchia (+3,8%) e Ungheria (+4,7%). Le variazioni più elevate sono state registrate in Belgio (+15,1%), Svezia (+15%) e Austria (+14,8%), confermando una pressione più intensa nell’Europa centrale e settentrionale.
Il quadro complessivo evidenzia come la volatilità dei mercati energetici continui a rappresentare un fattore critico per famiglie, imprese e logistica. L’Italia, pur registrando aumenti più contenuti sulla benzina, resta esposta alle dinamiche internazionali, soprattutto sul fronte del diesel, carburante essenziale per il trasporto merci e per l’intera filiera produttiva.
La tendenza di marzo conferma inoltre la necessità, più volte richiamata dalle istituzioni europee, di accelerare sulle politiche di diversificazione energetica, riduzione della dipendenza esterna e sviluppo delle rinnovabili, elementi considerati cruciali per stabilizzare i prezzi e rafforzare la resilienza economica dell’Unione.
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