La sicurezza informatica si conferma uno dei nodi strategici per la competitività del sistema produttivo italiano, in particolare per il segmento delle piccole e medie imprese. In questo contesto si inserisce l’evento “Cybersecurity per le PMI”, promosso nell’ambito del progetto MicroCyber e ospitato a Bari, che ha registrato una partecipazione ampia e qualificata di imprenditori, professionisti ed esperti del settore.
L’iniziativa, sostenuta da Confapi, ha rappresentato un momento di confronto tra mondo produttivo, università e operatori dell’innovazione, mettendo al centro il tema della sicurezza dei dati come leva di sviluppo economico e non più solo come esigenza tecnica. Un cambio di paradigma che riflette l’evoluzione del contesto digitale, sempre più esposto a minacce informatiche e allo stesso tempo ricco di opportunità.
Ad aprire i lavori è stato Erasmo Antro, presidente di Confapi Bari-Bat, che ha sottolineato la necessità di offrire strumenti concreti alle imprese per affrontare le sfide della trasformazione digitale. A seguire, Francesco Napoli, vicepresidente nazionale di Confapi, ha evidenziato come la cybersecurity rappresenti un fattore strategico per rafforzare la competitività, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il tessuto imprenditoriale è composto in larga parte da PMI.
Il contributo del mondo accademico ha ulteriormente arricchito il dibattito. Giorgio Giacinto dell’Università di Cagliari ha approfondito il modello del “test before invest”, evidenziando l’importanza di sperimentare soluzioni digitali prima di adottarle su larga scala, mentre Beniamino Di Martino dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli ha posto l’accento sul tema delle competenze, individuando nella formazione uno dei principali fattori abilitanti per la sicurezza informatica.
A completare il quadro, l’intervento di Alessandro Chiri di Deloitte ha offerto una visione prospettica, evidenziando come l’innovazione digitale e la cybersecurity siano ormai elementi inseparabili nei processi di crescita aziendale.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’evento è stato il taglio operativo. Le imprese partecipanti hanno avuto accesso a sessioni di consulenza personalizzata “one-to-one”, pensate per fornire un primo orientamento concreto sui rischi informatici e sulle possibili soluzioni. Le aziende, che avevano già effettuato una valutazione del proprio livello di maturità digitale attraverso strumenti dedicati, saranno ora accompagnate in un percorso strutturato di crescita, con servizi gratuiti di supporto e sviluppo.
Questo approccio evidenzia la volontà di superare una visione teorica della cybersecurity, trasformandola in un percorso concreto di rafforzamento organizzativo e tecnologico, accessibile anche alle realtà di dimensioni più contenute.
Il progetto MicroCyber si inserisce così in una strategia più ampia, orientata a costruire un ecosistema digitale più sicuro, resiliente e competitivo, capace di sostenere sia le imprese sia la Pubblica Amministrazione. In un contesto economico sempre più digitalizzato, la protezione dei dati e delle infrastrutture informatiche diventa un elemento centrale per la tutela del valore del Made in Italy.
Come emerso nel corso dell’iniziativa, la sfida non è solo tecnologica ma culturale: accrescere la consapevolezza dei rischi e dotare le imprese degli strumenti per prevenirli rappresenta oggi una condizione indispensabile per affrontare il mercato globale. In questa prospettiva, iniziative come MicroCyber segnano un passaggio importante verso una digitalizzazione più matura e sicura del sistema produttivo italiano.
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