Anac - project financing

Con un Comunicato del Presidente approvato dal Consiglio dell’Autorità il 17 dicembre 2025, l’Anac è intervenuta per chiarire le modalità di corretta applicazione del decreto ministeriale n. 143 del 25 giugno 2021 negli appalti pubblici di lavori nel settore edile. Un intervento che punta a rafforzare l’uniformità dei controlli e a ridurre le incertezze operative per le stazioni appaltanti.

La verifica della congruità dell’incidenza dei costi della manodopera rappresenta un adempimento obbligatorio per tutti gli appalti pubblici di lavori, indipendentemente dall’importo. Lo strumento centrale di questo sistema è il Durc di congruità, introdotto proprio dal DM 143/2021 con l’obiettivo di tutelare il rispetto dei contratti collettivi, contrastare il lavoro irregolare e prevenire fenomeni di dumping contrattuale nel comparto delle costruzioni.

Il controllo è affidato alla Cassa Edile o Edilcassa territorialmente competente e si basa su un procedimento strutturato che prende avvio con la comunicazione dei dati di cantiere. È l’impresa affidataria a dover trasmettere, tramite il portale Edilconnect della CNCE, le informazioni relative al valore complessivo dell’opera, alla quota dei lavori edili, alla committenza e all’eventuale presenza di subappaltatori o sub-affidatari. Sulla base di questi dati, la stessa piattaforma consente di richiedere l’attestazione di congruità, che viene rilasciata entro dieci giorni dalla richiesta.

La verifica si fonda sul confronto tra il costo della manodopera dichiarato dall’impresa e le percentuali minime previste dagli accordi collettivi di settore, elaborate dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Se il valore risulta coerente, la Cassa Edile rilascia il Durc di congruità, documento indispensabile per procedere al saldo finale dei lavori.

Nel caso emergano scostamenti, la disciplina distingue tra irregolarità lievi e gravi. Quando la differenza rispetto ai valori minimi è pari o inferiore al 5%, l’attestazione può essere comunque rilasciata, purché il Direttore dei lavori produca una dichiarazione che giustifichi la discrepanza. Se invece lo scostamento supera il 5%, l’impresa dispone di 15 giorni per regolarizzare la propria posizione versando il costo della manodopera mancante. In assenza di regolarizzazione, la conseguenza è particolarmente incisiva: l’impresa viene iscritta nella Banca nazionale delle imprese irregolari e perde il diritto al saldo finale dei lavori.

Un punto su cui Anac insiste con particolare chiarezza riguarda l’assenza di deroghe. La normativa non prevede eccezioni né sui soggetti legittimati a richiedere il Durc di congruità, né sul momento in cui la richiesta deve essere effettuata. Il documento va richiesto dal committente o dall’impresa affidataria in occasione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori, prima del pagamento finale.

Anche nei casi di pagamento diretto del subappaltatore, la stazione appaltante resta comunque tenuta a pretendere dall’appaltatore principale l’attestazione di congruità. È infatti su quest’ultimo che ricade l’onere di inserire tutti i dati di cantiere nel portale Edilconnect e, di conseguenza, la legittimazione a richiedere il rilascio del Durc di congruità.

Il chiarimento di Anac rafforza così un principio chiave: la congruità della manodopera non è un adempimento formale, ma uno strumento sostanziale di legalità e trasparenza negli appalti pubblici, destinato a incidere direttamente sull’accesso ai pagamenti e sulla reputazione delle imprese nel mercato.


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