Costa Smeraldo

Due serate consecutive di blackout hanno lasciato la Costa Smeralda al buio, sollevando preoccupazioni non solo tra residenti e turisti, ma anche tra operatori economici e amministrazioni locali. L’episodio più eclatante si è verificato durante un concerto di Michele Zarrillo, che si stava esibendo dal vivo davanti a centinaia di spettatori. L’artista ha dovuto interrompere lo spettacolo, in attesa del ritorno della corrente, tra l’imbarazzo generale e la delusione del pubblico.

Le interruzioni di energia hanno interessato diverse strutture ricettive e commerciali, colpendo uno dei territori simbolo del turismo di lusso in Italia. Proprio nei giorni di massima affluenza, con hotel pieni e locali sovraccarichi, la rete elettrica si è dimostrata fragile, alimentando un dibattito sullo stato delle infrastrutture energetiche in Sardegna.

L’impatto economico del blackout

Il costo di un blackout in un’area ad altissima concentrazione turistica come la Costa Smeralda non si misura soltanto in termini immediati di mancato incasso, ma anche in termini di danno reputazionale. Secondo stime degli operatori locali, una sola serata di interruzioni può generare perdite per oltre un milione di euro, considerando:
• ristorazione e intrattenimento: cene annullate, spettacoli sospesi, eventi rimandati;
• ospitalità di lusso: servizi alberghieri interrotti, ospiti internazionali insoddisfatti;
• commercio: boutique e negozi costretti a chiudere in anticipo, con una clientela ad alto potere d’acquisto non servita.

La Costa Smeralda, infatti, nelle settimane di picco estivo può registrare un indotto giornaliero che supera i 30 milioni di euro. Un’interruzione energetica, anche di poche ore, rischia di bruciare una quota rilevante di questo valore, soprattutto in un mercato turistico che vive sull’immagine di affidabilità, efficienza e lusso senza compromessi.

Politica e imprese sotto pressione

Gli operatori chiedono interventi rapidi: «Non possiamo vendere camere da 2.000 euro a notte e poi non garantire nemmeno la corrente elettrica – ha dichiarato un albergatore di Porto Cervo –. Ogni blackout mina la fiducia dei nostri ospiti e li spinge a scegliere altre mete».

Sul fronte politico, l’opposizione regionale accusa la Giunta di aver sottovalutato il problema delle infrastrutture energetiche e di non avere un piano credibile per la stabilità della rete. Intanto, i sindaci galluresi chiedono al Governo un tavolo straordinario con Enel e Terna per valutare investimenti strutturali, dalla manutenzione straordinaria delle linee alla realizzazione di nuovi sistemi di accumulo energetico.

Una questione di sistema

Il caso dei blackout in Costa Smeralda diventa così il simbolo di una questione più ampia: il futuro energetico della Sardegna. L’isola, ancora oggi non interconnessa in modo pieno con la rete nazionale, rischia di rimanere ostaggio di un sistema fragile. La sfida è duplice: garantire l’attrattività di una destinazione turistica da miliardi di euro l’anno e al contempo sostenere la transizione ecologica con infrastrutture energetiche moderne, resilienti e sicure.


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