Il rinvio della firma dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, inizialmente previsto per il 20 dicembre e ora slittato a gennaio, ha aperto una crepa politica profonda a Bruxelles. Al centro della scena non ci sono solo le tradizionali resistenze francesi o polacche, ma soprattutto il ruolo giocato dall’Italia, che ha di fatto bloccato l’accelerazione impressa dalla Commissione europea, facendo saltare anche il viaggio in Brasile della presidente Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
L’Italia ago della bilancia nel Consiglio europeo
Nel Consiglio europeo, Roma si è rivelata decisiva. Giorgia Meloni ha agito da ago della bilancia, frenando una maggioranza che Germania e Spagna avrebbero voluto costruire rapidamente per chiudere l’intesa e rafforzare l’asse commerciale europeo in funzione anti-dazi, soprattutto in vista di un possibile ritorno della guerra commerciale con gli Stati Uniti. La posizione italiana, ufficialmente motivata dalla necessità di ulteriori garanzie per il comparto agricolo, ha avuto un peso determinante nel rinvio, mostrando come l’Italia sia tornata a esercitare una capacità di influenza concreta nei dossier strategici dell’Unione.
La linea della Commissione e le tensioni interne all’Ue
Dietro le dichiarazioni rassicuranti della Commissione, che continua a difendere il testo dell’accordo parlando di “salvaguardie già integrate”, emerge un evidente nervosismo. Il Mercosur è considerato da Bruxelles uno strumento geopolitico cruciale, non solo per l’export europeo ma anche per riequilibrare le relazioni commerciali globali in un contesto segnato da tensioni con Cina e Stati Uniti. Non a caso, von der Leyen ha ribadito che l’accordo “apre nuove opportunità economiche” e rafforza il ruolo dell’Ue nel mondo.
L’asse Meloni-Macron e la richiesta di riscrivere l’accordo
Ma la linea italiana si è incrociata con quella francese, dando vita a una inedita convergenza tra Meloni e Macron. Il presidente francese, sotto forte pressione interna, ha chiesto addirittura di riaprire il dossier, sostenendo che l’accordo debba “cambiare natura” e includere clausole specchio più stringenti per garantire reciprocità nelle regole ambientali e agricole. Una posizione che va ben oltre un semplice rinvio tecnico e che rischia di rimettere in discussione l’impianto stesso dell’intesa.
Le proteste degli agricoltori e i disordini a Bruxelles
A rendere il clima ancora più teso sono stati i disordini e le proteste degli agricoltori a Bruxelles, con manifestazioni davanti al Parlamento europeo e forti pressioni sulle delegazioni nazionali. I trattori e le mobilitazioni hanno rappresentato il segnale più visibile di un malcontento diffuso, che attraversa diversi Paesi membri e che i governi, Italia compresa, temono di dover gestire sul piano interno. Per Meloni, infatti, il nodo non è solo europeo, ma politico: tornare a casa senza il consenso delle organizzazioni agricole significherebbe pagare un prezzo elevato in termini di consenso.
Cos’è il Mercosur e perché è strategico
Ma cos’è il Mercosur? Si tratta del Mercado Común del Sur, un blocco economico sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, con oltre 260 milioni di abitanti. L’accordo con l’Ue mira a creare una delle più grandi aree di libero scambio al mondo, abbattendo dazi e barriere commerciali su beni industriali, agricoli e servizi. Per l’industria europea rappresenta un enorme mercato di sbocco; per l’agricoltura, invece, è percepito come una minaccia a causa della concorrenza di prodotti a costi più bassi e con standard ambientali differenti.
Una partita ancora aperta tra maggioranze e veti politici
Il rinvio deciso a Bruxelles non chiude la partita, ma la complica. Se da un lato la Commissione conta ancora su una maggioranza qualificata per approvare l’accordo, dall’altro le richieste italiane e francesi rischiano di allungare i tempi e di indebolire la posizione negoziale dell’Ue. Intanto, la destra italiana rivendica il risultato come una vittoria della “linea nazionale”, mentre le opposizioni avvertono che l’Europa non può permettersi di perdere un’occasione strategica.
Europa tra politica interna, piazze e geopolitica
Il Mercosur resta quindi sospeso tra diplomazia, politica interna e tensioni sociali. E il rinvio di dicembre dimostra come, oggi più che mai, le grandi scelte economiche europee siano ostaggio degli equilibri politici e delle piazze.
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