La tensione commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti si intensifica con le recenti dichiarazioni della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Parlando alla plenaria del Parlamento europeo, von der Leyen ha sottolineato che l’Europa è pronta a rispondere a qualsiasi imposizione di dazi da parte degli Stati Uniti, ribadendo però che l’Ue non ha iniziato questo scontro. “Questo scontro non è nell’interesse di nessuno”, ha affermato la presidente, richiamando l’importanza della relazione commerciale tra le due potenze economiche. “È la relazione commerciale più grande e prospera al mondo e staremmo tutti meglio se potessimo trovare una soluzione costruttiva”, ha aggiunto, ma ha anche messo in chiaro che l’Europa non è disposta ad accettare passivamente le politiche americane.
In caso di ulteriori provocazioni da parte degli Stati Uniti, von der Leyen ha avvertito che l’Europa dispone di un piano forte per rispondere, che include “contromisure molto decise, se necessario”. Un chiaro segnale che l’Unione Europea non esiterà a prendere provvedimenti in caso di escalation commerciale.
Da parte sua, il leader del Partito Popolare Europeo (Ppe), Manfred Weber, ha criticato le minacce di Trump contro l’economia europea, sottolineando come queste possano danneggiare il “miglior modello economico del mondo”. Weber ha messo in evidenza come, pur rappresentando una fetta significativa del Pil globale, l’Europa e gli Stati Uniti siano ormai potenze economiche praticamente equivalenti, con l’Europa che contribuisce al 22% del Pil globale e gli Stati Uniti al 25%. Ha poi suggerito che se Trump dovesse insistere con i dazi su beni europei, l’Europa potrebbe concentrare la sua risposta sui servizi americani, in particolare criticando il comportamento dei giganti digitali americani che, a suo dire, non contribuiscono adeguatamente alle infrastrutture digitali europee.
La crescente tensione su queste tematiche solleva preoccupazioni sulle future dinamiche commerciali globali e su come l’Unione Europea e gli Stati Uniti affronteranno questi scontri. Resta da vedere se le minacce si tradurranno in azioni concrete o se le parti riusciranno a trovare un compromesso che possa evitare danni reciproci.
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