Giugno si conferma uno dei mesi più intensi per i contribuenti, chiamati a rispettare una serie di scadenze fiscali prima della pausa estiva, periodo in cui anche l’Agenzia delle Entrate‑Riscossione rallenta l’invio delle cartelle. La data più rilevante è il 16 giugno, quando è previsto il versamento dell’acconto Imu e Tasi, appuntamento che ogni anno coinvolge milioni di proprietari di immobili. Il saldo finale arriverà poi a dicembre.
Per chi dovesse ritardare di qualche giorno, resta possibile mettersi in regola con una lieve maggiorazione. L’Imu, che garantisce un gettito complessivo vicino ai 16 miliardi di euro, rappresenta una delle principali entrate per i Comuni italiani, mentre solo una quota marginale confluisce nelle casse dello Stato. Non a caso, la Uil ha definito l’imposta una vera e propria “lotteria fiscale” per la sua incidenza sulle finanze locali.
Tra le scadenze di giugno rientra anche la rottamazione‑quater. Sebbene il termine fosse fissato a fine maggio, la normativa prevede cinque giorni di tolleranza e ulteriori differimenti in caso di festività. Per questo motivo, saranno considerati tempestivi i pagamenti effettuati entro l’8 giugno 2026, purché il contribuente sia in regola con le rate precedenti.
Il calendario del mese include inoltre altri adempimenti: il bollo auto, il superbollo, le dichiarazioni Iva e le comunicazioni relative agli affitti brevi, completando un quadro che anticipa la pausa estiva ma che richiede ai contribuenti un’attenzione particolare per evitare sanzioni o ritardi.
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