Accise Diesel e benzina - gasolio

Il cosiddetto “decreto carburanti” diventa legge. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 16 maggio, la legge n. 79/2026 completa la conversione del Dl n. 33/2026, confermando l’impianto delle misure fiscali introdotte per fronteggiare l’aumento dei prezzi petroliferi legato alle tensioni dei mercati internazionali. Il provvedimento stabilizza la riduzione temporanea delle accise su benzina, gasolio e Gpl e proroga gli interventi già avviati nei mesi scorsi attraverso una serie di decreti successivi.

La norma recepisce infatti l’intero percorso di rimodulazione delle aliquote avviato dal 19 marzo 2026, inizialmente previsto per venti giorni e poi prorogato più volte. Il Dl 42/2026 aveva esteso la misura fino al 1° maggio, mentre il Dl 63/2026 aveva ulteriormente prolungato la riduzione fino al 10 maggio. L’ultimo intervento, firmato l’8 maggio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha fissato la scadenza al 22 maggio 2026, rideterminando le accise in 622,90 euro per mille litri di benzina, 472,90 euro per mille litri di gasolio, 242,77 euro per mille chilogrammi di Gpl e zero euro per metro cubo di gas naturale utilizzato come carburante.

La conversione in legge conferma anche i crediti d’imposta destinati ai settori più colpiti dai rincari energetici. Per le imprese dell’autotrasporto, il credito copre la maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al prezzo di riferimento di febbraio rilevato dal Mase. Lo stanziamento complessivo è di 100 milioni di euro per il 2026 e riguarda le imprese con sede o stabile organizzazione in Italia che svolgono attività di trasporto ai sensi del Testo unico accise.

Per il settore della pesca, la legge conferma un fondo da 10 milioni di euro, con un credito che copre fino al 20% della spesa per gasolio e benzina utilizzati per l’alimentazione dei mezzi impiegati nelle attività produttive. Il beneficio è calcolato sulle fatture al netto dell’Iva e, come per l’autotrasporto, è utilizzabile esclusivamente in compensazione entro il 31 dicembre 2026. In entrambi i casi, il credito non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base Irap ed è cumulabile con altre agevolazioni entro il limite del costo effettivamente sostenuto.

Il quadro degli incentivi si completa con la misura aggiuntiva introdotta dal Dl 42/2026 a favore del settore agricolo, anch’esso colpito dall’aumento dei costi energetici. La conversione del decreto carburanti conferma dunque un pacchetto organico di interventi che mira a sostenere imprese e filiere produttive in una fase di forte volatilità dei prezzi, garantendo continuità operativa e stabilità economica ai comparti più esposti.


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