Con l’approvazione del nuovo decreto flussi per il triennio 2026-2028, il Governo Meloni ha autorizzato l’ingresso in Italia di 500.000 lavoratori stranieri, consolidando la linea già tracciata con il piano 2023-2025 che prevedeva 450.000 ingressi. Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri del 30 giugno, è stato presentato come una risposta strutturale e pianificata alla domanda crescente di manodopera nei settori agricolo, turistico e domestico, e come uno strumento per rafforzare canali legali, regolati e sicuri per l’immigrazione.
Nel dettaglio, sono previste 230.550 quote per il lavoro subordinato non stagionale e autonomo, mentre le restanti 267.000 quote saranno destinate al lavoro stagionale, in particolare nelle filiere dell’agricoltura e del turismo. Le quantità, specifica Palazzo Chigi, sono state stabilite tenendo conto dei fabbisogni espressi dalle parti sociali e delle richieste reali presentate negli anni passati. L’obiettivo dichiarato è realizzare una programmazione “realistica” e “coerente con le necessità delle imprese”.
“Si tratta di manodopera indispensabile per il sistema economico e produttivo nazionale e altrimenti non reperibile”, ha affermato il Governo nella nota ufficiale, sottolineando l’intento di rafforzare una strategia di immigrazione legale che possa anche contrastare lavoro sommerso e sfruttamento.
Uno degli aspetti innovativi è la volontà dell’esecutivo di superare il meccanismo del ‘click day’, fortemente criticato dagli operatori del settore, favorendo una programmazione più flessibile e distribuita durante l’anno. I flussi, ha ribadito il Governo, dovranno concentrarsi su profili professionali realmente richiesti e prevedere percorsi formativi nei Paesi d’origine, migliorando l’incontro tra domanda e offerta.
Coldiretti ha accolto con favore il provvedimento, considerandolo “un passo avanti fondamentale per garantire la presenza di lavoratori nei campi e quindi la tenuta della filiera agroalimentare italiana”. L’associazione agricola auspica ora un’applicazione concreta del superamento del click day, con una gestione più efficiente delle domande grazie anche al supporto delle organizzazioni di categoria.
Non mancano però le critiche. Riccardo Magi, segretario di Più Europa, ha definito il decreto “potenzialmente inutile” se non sarà accompagnato da una reale capacità di trasformare le quote assegnate in contratti regolari e permessi di soggiorno effettivi. I dati più recenti raccolti dalla campagna “Ero straniero” evidenziano una forte discrepanza tra pianificazione e attuazione: nel 2024 solo il 7,8% delle quote assegnate si è tradotto in impieghi regolari, con 9.331 domande effettivamente finalizzate su 119.890 quote disponibili.
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